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Young Monday: Criptovalute in Brasile, Social Down, Bitcoin a 50k 

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Enrico Fop

3 min

Young Monday: Criptovalute in Brasile, Social Down, Bitcoin a 50k 

Questa settimana parliamo di Brasile, di social down e del rialzo sul prezzo di Bitcoin. Resta aggiornato con Young Monday! 

Cosa è successo nel mondo crypto a inizio ottobre? È stata una settimana movimentata, tra prezzo di Bitcoin in rialzo, aperture sud-americane sulle criptovalute e un bel social down lunedì sera. Tranquilli, la redazione di Young Platform è pronta per il consueto recap, questa volta anche in formato espanso sul blog. Pronto per recuperare tutte le novità sulle criptovalute che potresti esserti perso/a dal 4 all’11 ottobre?  

Criptovalute legali in Brasile? 

Dopo El Salvador, anche il Brasile potrebbe adottare le crypto come valute a corso legale. Ad avanzare la proposta è il deputato brasiliano Aureo Ribeiro che ha spiegato, nel corso di un’intervista su Yahoo Finance, l’esistenza di un disegno di legge a riguardo. “Vogliamo separare il grano dalla paglia” esordisce il deputato brasiliano, “creare dei regolamenti che ci permettano di commerciare sapendo dove si compra e con chi si ha a che fare”. 

“Con questi asset digitali” – continua Ribeiro –  “potremo comprare un cavallo, una casa, un’auto o andare al McDonald’s e sarà una moneta a tutti gli effetti, così come è già successo in altri paesi”. Dichiarazioni risolute quelle del deputato brasiliano, che non è nuovo a mosse sul grande scacchiere delle criptovalute. Pochi giorni prima infatti, aveva presentato una dettagliatissima sezione del disegno (2303/15) che aumenta le sanzioni per i crimini finanziari. Le reazioni sul prezzo sono giunte puntuali: Bitcoin è schizzato to the moon, registrando un +17% rispetto all’inizio del mese. Comunque vada la cavalcata di Ribeiro, la relazione tra Brasile e Bitcoin è alle battute iniziali: assisteremo a un’avvincente soap ricca di colpi di scena, plot twist e rialzi. 

Social down, ecco la soluzione: decentralizzarli!

Alzi la mano chi, il 4 ottobre, non ha provato una sensazione di incompletezza. E sì, abbiamo assistito al blackout più lungo della storia dei social. Quasi sette ore di down, durante le quali il popolo del web – tra un’imprecazione e l’altra – ha rievocato il concetto di “decentralizzazione”. Trascurabile delirio da crypto-enthusiast? Non proprio, dato che tra le voci si è alzata quella di Colin Pape, autorevole fondatore del motore di ricerca blockchain Presearch: “Il Web 3.0 ha il dovere di superare i problemi legati al blackout: in particolare la centralizzazione”, ha prontamente spiegato. “Adottare un sistema decentralizzato restituisce il potere nelle mani degli utenti e li incentiva mantenere un mondo digitale più sicuro, protetto e soprattutto online, quando ne hai bisogno.” Ok, è facile pensarlo: Pape fa il suo lavoro, “tira acqua al proprio mulino”. Ma fino a quando i colossi centralizzati continueranno a fornirgliene occasione, è legittimo interrogarsi sul futuro di internet. Dalla search engine, ai social network, alla messaggistica. Tra un refresh compulsivo e l’altro, al prossimo blackout arriveremo più consapevoli. 

Il prezzo Bitcoin sfonda il muro dei 50.000 dollari

Gli analisti se lo aspettavano: l’inizio della stagione autunnale sarebbe stato scoppiettante per il prezzo di Bitcoin. E infatti, il 5 ottobre ha registrato un rialzo del +17% rispetto a inizio mese, con picchi oltre i 55.000 nel giorno successivo. A dare la spinta le dichiarazioni di Aureo Ribeiro, ma anche i recenti timori di inflazione sulle valute fiat. Escluse le ottime performance di Dogecoin (+22,35%), Ethereum (21,62% e Shiba INU (+235%), sono molto meno esaltanti i grafici di prezzo sulle altcoin. Riuscirà la criptovaluta di Satoshi a mantenersi stabile sopra i 50k? I massimalisti incrociano le dita, i ribassisti al contrario, sperano in un prossimo dissesto. 

Fonte: Cointelegraph.

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