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Dopo il fallimento di SVB arriva la chiusura di Signature Bank: che succede alle banche?

EC
Elisa Campaci

5 min

Dopo SVB chiude anche Signature Bank. Che succede e quali conseguenze?

SVB, Signature Bank e Silvergate Capital. Una dopo l’altra crollano le banche statunitensi 

Silicon Valley Bank (SVB), Signature Bank e Silvergate Capital, una dopo l’altra chiudono le banche legate alle startup e al mondo crypto. Cosa è successo? Quali sono le conseguenze di questi fallimenti?

SVB e Signature Bank in fallimento: cos’è successo

Lo scorso weekend un escalation di eventi e corse agli sportelli ha portato il fallimento di tre banche statunitensi. Cos’è successo? Ecco gli eventi principali di questo effetto domino improvviso: 

9 Marzo: tutto inizia con la bancarotta di Silvergate Capital, una delle prime banche ad aver offerto servizi legati al mondo crypto. L’istituto ha intrapreso una liquidazione volontaria e ha assicurato che ripagherà i suoi clienti. La banca ha dichiarato di essere in difficoltà da quando, dopo il fallimento dell’exchange crypto FTX, ha dovuto gestire più di 8 miliardi di prelievi. Silvergate era in perdita di 1 miliardo di dollari

Alla fine di settembre, la banca aveva 13,3 miliardi di dollari di depositi, con circa 1,9 miliardi di dollari di attività in contanti e 11,4 miliardi di dollari in titoli di investimento. Nei tre mesi successivi, i depositi si sono ridotti a circa 6,3 miliardi di dollari, costringendo l’istituto a vendere il suo portafoglio titoli, fino a circa 5,7 miliardi di dollari alla fine del 2022.

10 Marzo: la Silicon Valley Bank (SVB) viene chiusa dal Dipartimento per la Protezione e l’Innovazione Finanziaria della California per “liquidità inadeguata e insolvenza”. 

La banca è una dei principali finanziatori delle startup tech degli USA e la 16° banca per capitalizzazione e asset negli Stati Uniti, con attività totali di circa 209 miliardi di dollari e depositi totali di circa 175,4 miliardi di dollari al 31 dicembre 2022. 

Anche SVB è arrivata al fallimento a causa di una corsa agli sportelli e alla mancanza di liquidità, negli ultimi mesi infatti aveva registrato un calo di depositi e un aumento dei prelievi. SVB ha perso in questi mesi 1,8 miliardi di dollari, soprattutto dai bond del Tesoro americano. Il cui valore era già diminuito a causa dell’aumento dei tassi d’interesse attuato dalla FED. 

11 Marzo: la FDIC, ovvero l’ente federale statunitense che protegge i depositi, ha lanciato un’asta per vendere la SVB. Il primo termine, scaduto domenica, non ha portato risultati e per questo è stato esteso. Ma gli unici due istituti interessati, Pnc e Royal Bank of Canada, si sono ritirati per la complessità dell’operazione. Nel frattempo anche Elon Musk ha fatto un’offerta via Twitter. 

La FDIC, che garantirà i depositi di SVB, sostiene che non si è trattato di un bailout, ovvero un tentativo di salvataggio pubblico, ma di una strategia per la protezione dei risparmi dei contribuenti

12 Marzo: Signature Bank viene chiusa dalle autorità di regolamentazione statali con la promessa che tutti i depositanti saranno risarciti. Si tratta di una banca commerciale con sede nello Stato di New York con attività totali di circa 110,36 miliardi di dollari e depositi totali di circa 88,59 miliardi di dollari al 31 dicembre 2022. Anche la Signature Bank ha un rapporto diretto con le startup del mondo crypto. Nell’ultima settimana le sue azioni hanno perso 38%

Silicon Valley Bank (SVB) e Signature Bank: le conseguenze del fallimento 

La prima conseguenza immediata del fallimento di SVB e Signature Bank è stata la costituzione di un nuovo programma da 25 miliardi di dollari, il Bank Term Funding Program, voluto dalla FED e dalla FDIC. Si tratta di uno scudo per garantire liquidità alle banche in difficoltà che non dovranno essere costrette a vendere i propri asset. 

Silvergate e Signature erano le due banche principali per le società di criptovalute negli USA, mentre Silicon Valley Bank aveva come clienti molte startup e Venture Capital crypto. Insomma quasi la metà di tutte le startup statunitensi sostenute da venture teneva i contanti presso la SVB.

Dopo questi fallimenti, pare che il settore criptovalute negli Stati Uniti non abbia più delle banche di riferimento. Silvergate o Signature consentivano alle aziende crypto di spostare denaro nel mercato, erano gli intermediari più importanti tra la finanza centralizzata e la DeFi. Tra le aziende che si servono degli istituti ci sono Kraken, Coinbase e Gemini. È probabile che i mercati delle criptovalute abbiano difficoltà con la liquidità

Crac SVB e Signature Bank: conseguenze sul mercato crypto

Le conseguenze del fallimento della Silicon Valley Bank si sono abbattute soprattutto sulla stablecoin USDC, emessa da Circle. Quest’ultima è una delle più grandi aziende americane del mondo crypto e deteneva una parte del suo capitale, circa 3,3 miliardi di dollari, nelle casseforti della Silicon Valley Bank. Il fallimento della SVB ha causato il depeg (scostamento del prezzo della stablecoin dal valore di 1$) temporaneo di USDC. 

Inizialmente la confusione generale ha causato un movimento ribassista sul grafico del prezzo di Bitcoin. Questa notte però, in seguito al recupero di USDC e alla decisione della FED di garantire tutti i depositi della SVB, il panico è rientrato. La ripresa del peg di USDC e il “disastro sfiorato” hanno restituito linfa vitale al prezzo di Bitcoin che ha registrato un incremento del 6% nelle ultime ore.

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