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Stablecoin: come vengono classificate dalla MiCA e dalla normativa fiscale

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Jacqueline Nieder

6 min

Stablecoin tasse

L’adozione del Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) segna un importante passo avanti nella regolamentazione delle cripto-attività all’interno dell’Unione europea. Tra le novità più rilevanti vi è la classificazione delle stablecoin, come EMT e ART, che ha conseguenze dirette sulla loro tassazione.

Se preferisci evitare la parte teorica, puoi delegare la burocrazia fiscale utilizzando i nostri report fiscali. Sono precisi, economici e ti permettono di risolvere la questione delle imposte in modo rapido e definitivo.

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Cripto-attività: che cosa vuol dire?

Il termine cripto-attività è utilizzato nel regolamento europeo MiCAR (Markets in Crypto-Assets) per identificare qualsiasi forma di asset digitale basato su tecnologie di registro distribuito (DLT), come la blockchain.

Nella classificazione MiCAR, le cripto-attività si dividono in tre categorie principali, ognuna con caratteristiche e trattamenti normativi (e fiscali) distinti:

1. Asset-Referenced Tokens (ART)

Token il cui valore è ancorato a un paniere di asset sottostanti, che può comprendere diverse valute fiat, criptovalute, materie prime o una combinazione di tutti questi elementi.

Gli ART, non essendo strettamente ancorati a una valuta a corso legale come l’euro, sono esposti alla volatilità dei prezzi. Pertanto, le transazioni che li coinvolgono (acquisto, vendita, utilizzo o conversione) possono originare plusvalenze o minusvalenze, le quali sono soggette a tassazione.

Esempio: PAXGold (PAXG) è un token ancorato all’oro.

2. Electronic Money Tokens (EMT)

Token il cui valore è stabilmente ancorato a una singola valuta fiat, come l’euro o il dollaro. Questo ancoraggio garantisce che il loro valore rimanga fisso in un rapporto di 1 a 1 con la valuta di riferimento: un token ancorato all’euro, ad esempio, varrà sempre esattamente un euro (1 token = 1€).

In altre parole, questi token sono progettati per replicare il comportamento del denaro elettronico tradizionale e, per questo,  la normativa li equipara alla valuta tradizionale ai fini fiscali. Non potendo generare plusvalenze o minusvalenze legate alle fluttuazioni di mercato, possedere questi token è considerato, ai fini delle imposte, esattamente come detenere denaro contante o un normale deposito bancario.

Esempio: USD Coin (USDC), classificato ufficialmente come EMT

3. Cripto-Attività Diverse (tra cui Utility Tokens)

Gli Utility sono token che danno accesso a un prodotto o servizio all’interno di un ecosistema digitale specifico. Per rientrare in questa classificazione, devono essere emessi direttamente ed esclusivamente dal soggetto che eroga il servizio o sviluppa il prodotto a cui sono collegati.
Non sono concepiti come mezzo di pagamento, ma come “chiave” d’accesso a funzionalità offerte dalla piattaforma dell’emittente.

Esempio: Young (YNG) è classificato come utility token.

Trattamento fiscale delle cripto-attività

Dal punto di vista fiscale, tutte le cripto-attività possono generare plusvalenze imponibili nel momento in cui:

  • Vengono vendute in cambio di euro o altra valuta fiat
  • Oppure vengono scambiate con EMT, considerati equivalenti a valuta fiat

La categorizzazione MiCAR ha un impatto diretto unificato sulla normativa fiscale italiana: dal 2026, la tassazione agevolata in Italia dipende da come la MiCAR inquadra l’asset in questione. 

Gli EMT, essendo assimilabili a moneta legale, rendono fiscalmente rilevante lo scambio con una cripto-attività come se fosse una vendita.

Gli NFT, anch’essi cripto-attività secondo MiCAR, sono fiscalmente rilevanti solo se ceduti con profitto. Ma c’è una differenza fondamentale: 

  • Se l’NFT rappresenta esclusivamente un’opera d’arte digitale o un bene da collezione – senza alcuna utilità finanziaria, frazionamento o meccanismo di staking – la sua vendita segue le regole fiscali del collezionismo e sfugge alla tassazione legata alle cripto-attività.
  • Se l’NFT viene scambiato in modo sistematico a fini speculativi, allora rientra nella categoria delle cripto-attività e viene tassato secondo le regole vigenti.  

Aliquota applicata

In sintesi, “cripto-attività” è un termine ombrello che copre ogni forma di criptovaluta o token digitale. Qualunque operazione che generi un guadagno da questi asset – indipendentemente dalla loro categoria – può dar luogo a plusvalenze soggette all’imposta del 26%.

Franchigia dei 2.000€

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2025, la cosiddetta franchigia di 2.000€” è stata totalmente abolita

  • se prima le imposte si applicavano solo sui profitti che superavano i 2.000€
  • ora, invece, qualsiasi profitto, anche di 1 solo euro, concorre a formare la base imponibile.

Quando uno scambio è rilevante ai fini fiscali?

In linea generale, la normativa fiscale italiana – in linea con l’interpretazione del regolamento europeo MiCAR – considera fiscalmente rilevante solo lo scambio tra cripto-attività con caratteristiche e funzioni diverse.

“Non si considerano realizzati i redditi diversi qualora le cripto-attività oggetto di permuta abbiano le medesime caratteristiche e funzioni.

Cosa significa?

Che se scambi due cripto-attività simili – cioè appartenenti alla stessa categoria MiCAR – non realizzi una plusvalenza, e quindi non devi pagare imposte su quell’operazione.

Esempi di operazioni NON rilevanti fiscalmente:

  • Bitcoin → Ethereum
    Entrambe sono criptovalute native con funzione di scambio → nessuna imposizione
  • USDC → USDT
    Entrambi sono EMT, ovvero stablecoin ancorate a valute fiat → nessuna imposizione
  • USDC → dollari $
    Equiparati in funzione e valore → nessuna imposizione
  • EURC → euro €
    Equiparati in funzione e valore → nessuna imposizione
  • DAI → PAXG (entrambi sono classificati ART) → nessuna imposizione

Quando l’operazione diventa rilevante fiscalmente?

Lo scambio diventa fiscalmente rilevante quando coinvolge cripto-attività di categoria diversa, perché in questo caso si considera che tu abbia realizzato un guadagno o una perdita.

Esempio:

  • BTC → USDT
    Diversi per funzione e valore → evento fiscalmente rilevante 
  • USDT → euro €
    Equiparati in funzione ma non in valore → evento fiscalmente rilevante 
  • NFT ETH
    L’NFT ha una funzione completamente diversa da Ethereum (non è mezzo di scambio, ma oggetto digitale unico) → evento fiscalmente rilevante.
    Se lo scambio genera una plusvalenza, cioè il controvalore degli ETH ottenuti dalla vendita è maggiore del valore dell’NFT al momento dell’acquisto, questo guadagno è soggetto a un’imposta del 26%. Tuttavia, come abbiamo spiegato poco sopra, la tassazione fa riferimento alla natura dell’NFT: speculazione vs opera d’arte e collezionismo. 

La classificazione ufficiale

Ad oggi, non esiste una classificazione unificata, completa e vincolante a livello europeo che assegni ogni singolo token a una delle categorie previste dalla MiCAR (EMT, ART, utility, ecc.).

Questo significa che la categorizzazione è soggetta a interpretazione e può variare tra operatori, fiscalisti e Stati membri.

Tuttavia, esistono consensi diffusi su alcuni casi pratici:

  • USD Coin (USDC) è stato ufficialmente certificato come EMT, dopo aver completato il processo di due diligence previsto da MiCAR.
  • Tether (USDT) è tecnicamente un EMT, ma non è autorizzato nell’Unione europea, dal momento che non è ancora conforme ai requisiti previsti dalla MiCAR.
  • Bitcoin, Ethereum, Ripple, Uniswap, Litecoin, ecc. sono comunemente trattati come cripto-attività generiche, e gli scambi tra loro non sono fiscalmente rilevanti.
  • I token come PAX Gold (PAXG) sono generalmente considerati ART, perché ancorati a un paniere di asset o a un singolo asset, come l’oro, e non alla valuta fiat.

Come semplifica tutto questo il report fiscale di Young Platform?

Comprendere la categorizzazione delle cripto-attività può essere complesso, soprattutto quando si detengono asset su più piattaforme o wallet.

Per questo, il servizio fiscale di Young Platform applica automaticamente un’interpretazione coerente con la normativa MiCAR, classificando le criptovalute in tuo possesso sia all’interno della nostra piattaforma sia su altri exchange o wallet esterni.

Tutte le operazioni vengono:

  • Analizzate e categorizzate automaticamente
  • Tracciate con precisione
  • Inserite nel report fiscale completo, con plusvalenze e imposte già calcolate

Hai criptovalute anche su altri wallet o exchange?

Nessun problema: ti basta importare i file CSV delle transazioni e il sistema genererà un report fiscale unico e conforme, pronto per essere utilizzato nella tua dichiarazione dei redditi.

Tutto in pochi clic, senza bisogno di interpretazioni manuali o competenze tecniche.

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