
È appena uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America.
È appena uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 18 dicembre. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili.
CPI significato
Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.
Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.
Perché è importante?
Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.
Bitcoin e CPI: come sono legati?
Quando, in occasione dell’ultimo FOMC, la Fed ha comunicato il taglio dei tassi di 25 punti base, il prezzo di Bitcoin non ha reagito in modo così netto, perché la decisione era ampiamente prevista: il Presidente Jerome Powell, già nel suo discorso a Jackson Hole, aveva già lasciato intendere che la Federal Reserve, nelle valutazioni relative alla politica monetaria, avrebbe dato priorità al contenimento del tasso di disoccupazione piuttosto che al mantenimento della stabilità dei prezzi.
In questo contesto, l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) perde leggermente di rilevanza rispetto ad altri indicatori, Non Farm Payroll e tasso di disoccupazione in primis. In ogni caso, resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: un CPI stabile o in diminuzione alzerebbe notevolmente le probabilità di un taglio dei tassi al prossimo FOMC – trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed.
L’ultima volta che è successo
L’ultimo CPI di ottobre è risultato inferiore rispetto alle previsioni ma più alto rispetto al CPI di settembre: il dato non ha modificato le scelte della Fed la quale, come abbiamo già spiegato, dalla fine di agosto si sta concentrando maggiormente sull’andamento della disoccupazione.
Una curiosità: questo CPI è “diverso” dal solito, perché avviene in un contesto di post-shutdown. Per chi non lo sapesse, il government shutdown – letteralmente “chiusura del governo” – si verifica quando il Congresso non approva il bilancio federale, ovvero la gestione della spesa pubblica (l’equivalente della nostra legge di bilancio). In questa situazione, vengono automaticamente bloccate tutte le spese non essenziali fino al raggiungimento di un accordo sul bilancio che soddisfi Repubblicani e Democratici.
Anche il Bureau of Labor Statistics, l’ente responsabile della pubblicazione dei dati sul lavoro e sull’inflazione, rientra fra i “non essenziali”. Per questa ragione, a novembre, non sono usciti gli aggiornamenti sullo stato dell’inflazione negli Stati Uniti: le rilevazioni di dicembre, pertanto, prendono a termine di paragone ottobre – che esprime la situazione di settembre – e non il mese appena trascorso.
Quindi, com’è andato il CPI di oggi?
CPI di dicembre 2025: l’analisi dei dati
Il 18 dicembre 2025, il BLS ha pubblicato il report relativo ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo il rapporto, il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 2,7%. Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno cala e si avvicina sempre di più al target imposto dalla FED, cioè il 2%.
Cosa significano questi numeri?
Il fatto che il CPI sia salito dello 0,2% mese su mese e del 2,7% anno su anno, significa che l’inflazione si è rivelata meno aggressiva di quanto ci si aspettasse: entrambe le rilevazioni sono inferiori alle attese. Gli analisti, infatti, pronosticavano un incremento dello 0,3% mese-su-mese e del 3,1% anno-su-anno.
Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 27-28 gennaio 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base sono già più alte del giorno precedente all’uscita del CPI.
Dati storici del CPI YoY nel 2025
Ecco com’è andato il CPI nel 2025:
Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
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