
Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Qual è la situazione?
Nella giornata di venerdì 5 giugno, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
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I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione
La rilevazione del 5 giugno è la sesta del 2026, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 172.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 85.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione resta invariato al 4,3% rispetto al mese di maggio, in linea con le previsioni.
Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando la Federal Reserve ha rilasciato i FOMC Minutes di maggio: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense sta monitorando attentamente tanto la situazione occupazionale quanto la stabilità dei prezzi e, con lo scoppio della Guerra in Iran e delle relative pressioni inflazionistiche, è auspicabile che almeno il primo di questi due indicatori resti positivo.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che sta guidando i mercati dall’inizio del conflitto in Iran è la seguente: con un’inflazione così alta, se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora aumentano le probabilità che il FOMC possa alzare i tassi di interesse nel corso di quest’anno – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026.
Le previsioni sul FOMC di giugno
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 98,3%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – vede una probabilità pari all’1,7%.
Anche se manca ancora un bel po’ al prossimo meeting, il Consumer Price Index di maggio, il secondo dallo scoppio del conflitto in territorio iraniano, segnala un importante ritorno dell’inflazione: il prezzo del petrolio Brent, che ormai viaggia stabilmente vicino ai 100$ al barile, sta provocando un rincaro generalizzato sul costo della vita.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto. In merito, la politica degli Stati Uniti sta condizionando notevolmente il sentiment: il presidente USA Donald Trump sembra trovarsi in un momento di difficoltà.
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