
Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Qual è la situazione?
Nella giornata di venerdì 4 settembre, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payroll (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
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I dati: Non Farm Payroll e tasso di disoccupazione
I Non Farm Payroll sono cresciuti di 162.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 52.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione resta invariato al 4,1% rispetto al mese di agosto, in linea con le previsioni.
Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha tenuto il suo primo discorso al Jackson Hole Economic Policy Symposium: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense sta monitorando attentamente tanto la situazione occupazionale quanto la stabilità dei prezzi e, con lo scoppio della Guerra in Iran e delle relative pressioni inflazionistiche, è auspicabile che almeno il primo di questi due indicatori resti positivo.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che sta guidando i mercati dall’inizio del conflitto in Iran è la seguente: con pressione inflazionistica così alta, se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora aumentano le probabilità che il FOMC possa mantenere i tassi di interesse invariati nel corso di quest’anno.
Il motivo è semplice: se il mercato del lavoro è in salute, la Fed può permettersi di alzare il costo del denaro senza doversi preoccupare della questione occupazionale – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026.
Le previsioni sul FOMC di settembre
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 49,4%, mentre l’aumento di 25 punti base – cioè dello 0,25% – vede una probabilità pari al 50,6%.
Tuttavia, per avere una panoramica più chiara, occorre attendere le rilevazioni sull’inflazione, stando alle recenti dichiarazioni del Governatore della Fed Christopher Waller che hanno spinto Bitcoin a quota 82.000$.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, condizionato dal Consumer Price Index di agosto, in uscita il prossimo 11 settembre.
In ogni caso, noi saremo qui ad aggiornarti sulle notizie e sui fatti che muovono i mercati.

