
La BCE si è riunita il 18 dicembre per decidere le politiche monetarie dell’Eurozona: cosa è successo ai tassi di interesse? Qui i risultati
La riunione della Banca Centrale Europea di giovedì 18 dicembre 2025 ha visto i membri del Consiglio Direttivo riunirsi per discutere, tra le altre cose, in merito alle politiche monetarie dell’Eurozona. Sul tavolo, le decisioni relative ai tassi di interesse. Cosa è successo?
Riunione della BCE: qual è il contesto economico?
L’ultima riunione della BCE nel 2025 è avvenuta in uno scenario economico complesso, in cui l’incertezza sul futuro domina incontrastata, tra l’imprevedibilità di Donald Trump e le guerre che sembrano destinate a durare ancora un po’. I temi principali hanno riguardato soprattutto la crescita economica, fortemente condizionata dalle tariffe doganali, e l’inflazione, al 2,2% secondo l’ultima rilevazione – più alta dello 0,1% rispetto alle previsioni. Vediamo nel dettaglio cosa si è deciso.
La BCE lascia i tassi di interesse invariati
Giovedì 18 dicembre, Francoforte. Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha comunicato la sua decisione in materia di politica monetaria per l’Eurozona. Come atteso dalla maggioranza degli analisti, la BCE ha deciso mantenere invariati i suoi tre tassi di interesse chiave. Di conseguenza, il tasso sui depositi presso la banca centrale resta stabile al 2%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, così come il tasso sulla marginal lending facility al 2,40%.
Le motivazioni dietro la scelta
La BCE ha spiegato che la decisione è stata guidata dal fatto che il processo di disinflazione è in linea con le aspettative e dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Come abbiamo anticipato, l’ultima rilevazione ha mostrato un’inflazione nell’Unione Europea attestarsi al 2,2%, leggermente superiore rispetto agli obiettivi fissati dal Consiglio direttivo.
L’economia dell’Eurozona ha mostrato resilienza nei confronti dei recenti shock che hanno colpito il mercato globale: secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale, “la crescita economica dovrebbe essere più sostenuta rispetto alle proiezioni di settembre, trainata in particolare dalla domanda interna. A seguito di una sua revisione al rialzo, si collocherebbe all’1,4% nel 2025, all’1,2% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028”.
Con questa riunione, la BCE conferma la traiettoria
La riunione della BCE di dicembre 2025 ha decretato il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli di ottobre: è la quarta riunione di fila che vede questo esito. Nonostante il contesto globale fortemente confuso, l’inflazione continua a reggere botta e la Banca Centrale segnala un cauto ottimismo: con questa decisione conferma la sua traiettoria futura.
Le settimane che verranno saranno fondamentali per capire se i dati confermeranno lo scenario attuale e quale sarà la prossima mossa dell’Eurotower. La prossima riunione è prevista per il 5 febbraio 2026: cosa decideranno i membri del Consiglio direttivo?
Prospettive Future
Mantenere i tassi di interesse a un livello basso è una misura di politica economica espansiva che ha l’obiettivo di sostenere la crescita riducendo il costo del denaro: le imprese possono chiedere prestiti più facilmente, producono più ricchezza e l’economia ne beneficia. Quando il denaro costa meno anche i mercati azionari ne traggono vantaggio, dal momento che i tassi bassi stimolano la circolazione del capitale: da un lato le imprese chiedono più facilmente i soldi in prestito, hanno più margine per operazioni finanziarie, acquisizioni ed espansioni. Così incrementano i potenziali guadagni e con essi la probabilità che il prezzo delle azioni salga.
Dall’altro gli investitori si spostano da titoli più stabili ma meno profittevoli, come le obbligazioni, ad asset finanziari più rischiosi con ritorni potenziali più alti. In questa seconda seconda categoria rientrano le azioni e i relativi indici, ma anche le criptovalute.
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