Wallet DeFi

Che cos’è la DeFi e come funziona? 

GA
Giuseppe Avolio

9 min

DeFi che cos'è?

Cosa si intende per DeFi? Come funziona? Quali sono i principali casi d’uso? Qui troverai, in pochi minuti, le risposte a queste e altre domande.

Negli ultimi anni, quando si parla dell’universo dei crypto-asset, c’è una parola che, spesso, occupa un ruolo importante nelle conversazioni: DeFi. Per quanto possa sembrare complicata, comprendere la DeFi è più semplice di quanto credi. In questa guida ti spieghiamo, andando dritti al punto, che cos’è la DeFi, come funziona e a cosa serve, con qualche esempio pratico.

DeFi: partiamo dal nome

DeFi è, molto semplicemente, l’abbreviazione dell’inglese Decentralized Finance, cioè finanza decentralizzata. Sono due parole: vediamole una alla volta.

“Finanza” 

È tutto ciò che riguarda i soldi: prestare e prendere in prestito, risparmiare, scambiare una valuta con un’altra, guadagnare con gli interessi. Insomma, nulla di nuovo: sono cose che facciamo da sempre tramite la banca.

“Decentralizzata” 

Qui risiede la vera novità: è questo il termine su cui dobbiamo concentrarci. In poche parole, per “decentralizzata” si intende: senza un’unica azienda, istituzione o, in generale, entità al centro che gestisca e controlli tutto. Sembra strano? Vediamo concretamente cosa significa. 

Quando fai o ricevi un bonifico o chiedi un prestito, c’è sempre un intermediario, il più delle volte una banca: questa riceve la richiesta, la controlla e poi la esegue. Naturalmente, l’intermediario non svolge questi servizi in modo gratuito, ma richiede e ottiene delle commissioni non trascurabili. 

Nella DeFi, l’intermediario non esiste. Al suo posto, invece, troviamo programmi automatici che seguono delle regole scritte su codice, pubbliche – cioè liberamente consultabili da ognuno di noi – e uguali per tutte. Si tratta di un processo più snello che spesso si traduce in commissioni più basse.

Per cercare di visualizzare meglio le differenze, prova a immaginare una banca tradizionale come il classico “sportello” in cui c’è un impiegato che riceve la tua richiesta e decide in merito. La DeFi, invece, è come un distributore automatico: inserisci ciò che il programma richiede e la macchina esegue da sola, senza un elemento terzo che analizzi caso per caso.

Come funziona

Per capire la DeFi bastano due termini: blockchain e smart contract. 

Blockchain

Blockchain significa letteralmente “catena di blocchi” ed è un registro (ledger) digitale di dati distribuito su una rete decentralizzata. Che significa? Per capire il concetto in modo semplice, immagina una specie di grande quaderno condiviso, che chiunque può controllare e che si aggiorna nel momento in cui vengono annotate le operazioni. 

Una volta scritta, una riga è immutabile, nel senso che nessuno la potrà più cancellare o modificare di nascosto. Così il sistema è allo stesso tempo trasparente e affidabile senza bisogno di fidarsi di una singola autorità centrale. Per questa ragione, si parla di trustlessness, definita appunto come “un modello di sistema che garantisce interazioni sicure tra i partecipanti senza la necessità di fare affidamento su intermediari o istituzioni centrali”.

Volendo semplificare ulteriormente, potremmo fare un paragone con l’asta del fantacalcio. Ogni partecipante ha a disposizione dei crediti – i soldi immaginari del gioco – per costruirsi la squadra: quando compri un calciatore per una certa cifra, tutti i membri sanno perfettamente quanto hai speso e quanto ti rimane. Cosa succede se, al calciatore successivo, offri più di quanto hai a disposizione? Ti beccano subito e ti impediscono di fare ulteriori offerte. 

Il processo dell’asta funziona e fila senza la presenza di un elemento esterno, il battitore d’asta, che si occupi esclusivamente di esaminare e registrare tutto ciò che accade.

Smart contract

Letteralmente “contratto intelligente“, lo smart contract è un programma che si esegue da solo nel momento in cui si verificano determinate condizioni. È il “distributore automatico” di cui parlavamo prima: le regole sono scritte nel programma che le applica, senza intermediari. Per questa ragione, gli smart contract costituiscono la base di tutti i servizi della DeFi. 

Cerchiamo di capire meglio il loro ruolo con un esempio facile. Luglio 2027, gli Oasis suonano a Roma e tu vuoi assolutamente andare al concerto. Purtroppo, però, i biglietti sono finiti. Ti attivi e cerchi disperatamente qualcuno che venda il suo. Finalmente lo trovi, ci parli, concordate una cifra e lui ti dice: “mandami i soldi che ti mando il biglietto”. Il rischio che sia una truffa è alto, ma decidi di fidarti: invii i soldi e aspetti il biglietto. Che ovviamente non arriva. Sei stato fregato. 

Con uno smart contract non avresti avuto problemi. Il programma, infatti, sarebbe stato costruito secondo regole precise: “invia il biglietto a Mario se Mario manda la quantità di denaro esatta allo smart contract” e “invia il denaro a Luigi se Luigi manda il biglietto allo smart contract”. Mario non paga? Niente biglietto. Luigi non carica il biglietto? Niente soldi. A invia i soldi e B carica il biglietto? Condizioni verificate e corrette, transazione completata. 

Quindi cosa si può fare con la DeFi?

Prima di tutto, occorre specificare che la DeFi non è “una cosa sola”: è un insieme di servizi che, probabilmente, già conosci, ma in versione automatica e aperta a tutti. I più comuni sono:

  • Prestiti. Metti a disposizione i tuoi crypto-asset (lending, da to lend, prestare): chi li prende in prestito (borrowing, da to borrow, prendere in prestito) ti paga un interesse, ad esempio il 4% annuo, che può variare a seconda della crypto, del protocollo e di altre caratteristiche. Se, al contrario, sei tu il borrower, cioè colui o colei che prende in prestito, paghi un interesse finché non lo restituisci. Ovviamente, come in ogni prestito, il borrower deve dare delle garanzie affinché il lender sia tutelato. Esempio: mettere BTC a garanzia per prendere in prestito EURC. 
  • Swap, ovvero scambiare una crypto con un’altra. Un po’ come cambiare euro in dollari in un ufficio di cambio, ma in automatico, in pochi secondi e con commissioni ridotte rispetto ai classici exchange che vedi nei centri delle città o negli aeroporti.
  • Trasferimenti e pagamenti. Inviare crypto da un wallet all’altro, in pochi minuti, ovunque nel mondo. Nessuna banca in mezzo, nessun orario di sportello, nessun “entro x giorni lavorativi”. 

In tutti i casi il principio è sempre lo stesso: fai da te ciò che di solito faresti tramite un intermediario, appoggiandoti a programmi trasparenti invece che a un’entità terza.

La differenza che conta di più: le “chiavi”

C’è un aspetto che distingue nettamente la DeFi dal conto in banca (o dalla piattaforma di scambio tradizionale) e, forse, è il più importante da capire: la proprietà delle chiavi.

In banca, i tuoi soldi sono custoditi dalla banca stessa che, fondamentalmente, può farci ciò che vuole: darli in prestito, investirli e altro ancora. Nonostante sembri sempre disponibile, in realtà la liquidità depositata è meno liquida di quanto pensiamo: se tutti prelevassero i soldi dal conto nello stesso momento – la proverbiale “corsa allo sportello” – la banca non sarebbe in grado di soddisfare tutte le richieste.

Nella DeFi, invece, i fondi sono in autocustodia: ciò significa che sei tu a custodirli tramite un wallet (il portafoglio digitale in cui tieni le tue crypto) di cui solo tu possiedi le credenziali di accesso. In gergo si dice che questo wallet è non-custodial.

C’è anche un motivo storico dietro a questo principio. In diversi Paesi del mondo il conto in banca viene chiuso, congelato o addirittura mai concesso. Per queste persone, definite “unbanked”, cioè senza conto bancario, il wallet non-custodial ha fatto, e fa tuttora, la differenza: semplicemente non può essere bloccato da alcuna autorità esterna, pubblica o privata che sia – giusto per completezza informativa: stiamo parlando di circa un miliardo e mezzo di individui (dati della World Bank). 

Naturalmente, non è tutto rose e fiori: se perdi le tue credenziali di accesso o sbagli un’operazione, non c’è un ufficio reclami o simili che possa recuperare i soldi al posto tuo. Per questo è fondamentale muoversi con attenzione e consapevolezza, utilizzando strumenti e porte d’accesso sicuri.

Vantaggi e rischi 

La DeFi attira interesse perché, come abbiamo appena visto, offre dei vantaggi concreti: è aperta a tutti (basta una connessione), è trasparente (le regole e le operazioni sono pubbliche), è sempre attiva (non ha orari di sportello) ed elimina l’intermediario.

Ma va tenuto bene a mente che non è un mondo senza rischi: conoscerli e avere consapevolezza di ciò che si fa è molto importante al fine di evitare sorprese spiacevoli. Breve recap?

Le crypto sono volatili: il loro valore può salire e scendere, anche di molto. I programmi che gestiscono i servizi, per quanto controllati, possono contenere errori. Inoltre, a differenza della banca, non esistono garanzie pubbliche sui fondi. 

Le regole d’oro sono sempre le solite, tanto banali quanto efficaci: informarsi, leggere le opinioni degli esperti, tenere a mente che il rendimento è direttamente proporzionale al rischio (più la promessa di guadagno è alta, più il rischio potenziale aumenta). Insomma, capire bene cosa si sta facendo prima di farlo.

Come avvicinarsi alla DeFi in modo semplice

Il vero ostacolo della DeFi, per la maggior parte delle persone, non è l’idea in sè che, come abbiamo visto, è piuttosto comprensibile, ma la complessità pratica: wallet da configurare, credenziali da custodire, passaggi tecnici per gli addetti ai lavori. È qui che entra in gioco il Wallet DeFi di Young Platform. 

Il Wallet DeFi di Young Platform è la porta di accesso ai servizi della DeFi dentro l’app di Young Platform: un ambiente che già conosci, in italiano, con una user experience pensata per un’esperienza fluida, intuitiva, priva di passaggi macchinosi a cui siamo poco o per nulla abituati. Il tutto mantenendo sempre il principio chiave: i fondi e le chiavi restano sempre e solo tuoi.

Se sei arrivato a leggere fin qui, evidentemente l’argomento ti interessa: qui trovi l’approfondimento dedicato al Wallet DeFi di Young Platform.

In sintesi

La DeFi è la finanza di sempre, attraverso cui puoi prestare, risparmiare, scambiare, gestita da programmi automatici e trasparenti anziché da una banca o, in generale, da un’unica entità centralizzata. 

Offre più apertura e controllo, ma richiede una maggiore responsabilità personale. Capirne le basi, come hai fatto con questa guida, è un passo importante per avvicinarsi a questo mondo con la giusta consapevolezza.

Avvertenza sui rischi

Il Wallet DeFi di Young Platform è uno strumento self-custody e opera al di fuori del perimetro del Regolamento MiCAR. Essendo un wallet non-custodial, Young Platform non detiene le tue chiavi private e non ha in alcun momento accesso ai tuoi fondi: sei l’unico responsabile della loro custodia. Di conseguenza, Young Platform non è in grado di recuperare i tuoi fondi in caso di errore, smarrimento delle credenziali di accesso, invio a un indirizzo errato o transazioni non corrette.

Le cripto-attività sono strumenti ad alto rischio e volatili. Per consultare tutti i rischi associati, consulta l’Informativa sui Rischi del Wallet DeFi e i Termini e Condizioni del Servizio. I rendimenti da lending non sono garantiti e possono variare. Esistono rischi legati agli smart contract e ai singoli protocolli. Questo contenuto ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito all’acquisto. Valuta sempre con attenzione e in base alla tua situazione personale.

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