
Riunione FED gennaio 2026: il FOMC mantiene i tassi di interesse invariati. Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati?
Si è appena conclusa la riunione della FED del 28 gennaio 2025 in cui il Presidente Jerome Powell ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di mantenere i tassi di interesse invariati nel range tra il 3,5% e il 3,75%.
Riunione FED gennaio 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati
Al termine della riunione del 28 gennaio 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Jerome Powell ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.
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Le motivazioni
Le motivazioni principali alla base di questa decisione, sono riassunte in una frase pronunciata dal Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, all’inizio della conferenza stampa successiva al comunicato: “L’economia statunitense è cresciuta a un ritmo sostenuto lo scorso anno ed entra nel 2026 su basi solide. Sebbene la creazione di posti di lavoro sia rimasta contenuta, il tasso di disoccupazione ha mostrato alcuni segnali di stabilizzazione, mentre l’inflazione rimane piuttosto elevata”.
Powell, nel suo discorso, ha poi approfondito ognuna di queste tre parti. Sulla crescita economica, il Chair della Fed ha affermato che “la spesa dei consumatori si è dimostrata resiliente e gli investimenti fissi delle imprese hanno continuato a espandersi”, anche se “l’attività nel settore immobiliare è rimasta debole”.
In merito al mercato del lavoro, “gli indicatori suggeriscono una possibile stabilizzazione delle condizioni dopo un periodo di graduale indebolimento. A dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4%, mostrando variazioni minime negli ultimi mesi”. Nello specifico, “la creazione di nuovi posti di lavoro è rimasta contenuta. Il totale degli NFP (Non Farm Payroll) è calato a un ritmo medio di 22.000 unità al mese negli ultimi tre mesi; al netto del settore pubblico, l’occupazione nel settore privato è cresciuta a una media di 29.000 unità mensili”.
Infine, “l’inflazione si è significativamente attenuata rispetto ai massimi di metà 2022, ma rimane piuttosto elevata rispetto al nostro obiettivo di lungo periodo del 2%”, e “gli indicatori delle aspettative d’inflazione a breve termine sono calati rispetto ai picchi dello scorso anno”.
Prossime riunioni della FED: taglio dei tassi all’orizzonte?
Difficile prevedere il comportamento dei banchieri centrali statunitensi, anche perché a maggio 2026 ci sarà un cambio al vertice della Fed – abbiamo scritto un articolo dedicato ai potenziali candidati presidenti.
In ogni caso, al momento della scrittura, il FedWatch Tool, con la prossima riunione prevista per il 18 marzo, stima un taglio di 25 pbs al 13,5%, mentre il No Change è dato all’86,5%.
L’appuntamento, quindi, è fra un mese e mezzo abbondante, per il FOMC del 30-31 gennaio: entra nel nostro gruppo Telegram o iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie rilevanti che muovono i mercati!



