Tasse Crypto

Staking e Fisco: come funzionano le imposte sulle ricompense nel 2026

JN
Jacqueline Nieder

5 min

Staking Crypto

In questo articolo spieghiamo che cos’è lo staking e quali sono le implicazioni fiscali derivanti dalla ricezione di nuove crypto tramite questa modalità, affinché chi legge possa fare la dichiarazione dei redditi senza rischiare sanzioni.

Prima di passare alla teoria e procedere in autonomia alla compilazione del classico file Excel per riempire correttamente i vari quadri (RW o W, RT o T), sappi che c’è un modo per risparmiare tempo, energie, cattivi stati d’animo e soldi. 

Grazie ai nostri servizi fiscali, hai la possibilità di sistemare la questione delle imposte in pochi click e senza errori anche se, oltre a Young Platform, hai utilizzato altri exchange. E non è tutto: hai bisogno di fare la dichiarazione anche per gli anni fiscali precedenti al 2025? Con noi, hai tutto lo storico al prezzo di un report annuale.

Trovi le informazioni necessarie cliccando sul bottone qui sotto, che ti rimanderà alla pagina dedicata con le soluzioni offerte. 

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Staking: cos’è (in parole semplici)

Lo staking ti permette di bloccare le tue criptovalute per un certo periodo, mettendole a disposizione della rete (blockchain) per farla funzionare meglio. In cambio ricevi delle ricompense in criptovaluta.

È un po’ come lasciare dei soldi in un conto deposito e guadagnare interessi, ma nel mondo crypto.

Esistono vari modi per fare staking:

  • Direttamente sulla blockchain, se hai competenze tecniche.
  • Attraverso exchange come Young Platform, che fanno tutto per te.
  • Con il liquid  staking, che ti permette di usare i tuoi fondi anche mentre sono in staking.

Devo pagare imposte sulle ricompense ottenute con lo staking?

Sì. Secondo la normativa italiana, le ricompense da staking sono considerate guadagni e, come tali, sono tassate.

Ecco quando e quanto si paga:

1. Quando ricevi la ricompensa

L’anno dopo che hai ricevuto le criptovalute dallo staking, devi pagare un’imposta:

  • Per ricompense ricevute nel 2025: paghi l’aliquota fissa del 26% (Dichiarazione 2026).
  • Per ricompense ricevute nel 2026: paghi l’aliquota del 33% (Dichiarazione 2027, che fa riferimento alle nuove regole introdotte con la Legge di Bilancio 2026). 

L’imposta si calcola sul valore di mercato (quindi il prezzo della criptovaluta) nel momento esatto dell’accredito.

2. Quando le vendi (se le vendi)

Se poi decidi di vendere le criptovalute ricevute e il loro valore è aumentato, paghi un’altra imposta, che varia in base all’anno della dichiarazione (come sopra): 

  • Vendite nel 2025 e dichiarazione nel 2026: aliquota al 26%.
  • Vendite nel 2026 e dichiarazione nel 2027: aliquota al 33%.

In ogni caso, la tassazione si impone sulla plusvalenza, ovvero sulla differenza tra:

  • il valore al momento della ricezione (quando ti sono arrivate), e
  • il valore al momento della vendita.

Esempio:

  1. 2025 – anno di ricezione dei token

Quando ricevi le criptovalute tramite staking, il fisco considera quell’entrata come un reddito. Il valore che la moneta ha in quel preciso istante diventa il tuo “prezzo di carico”.

  • Quantità ricevuta: 10 ETH
  • Prezzo di carico unitario: 1.000 € (valore di 1 ETH al momento della ricezione)
  • Valore imponibile totale: 1.000 € x 10 = 10.000 €
  1. 2026 – Pagamento imposta sulla ricezione

L’anno successivo all’accredito dei token, sei tenuto al pagamento delle imposte (con aliquota del 26%) calcolate sul loro valore al momento della ricezione, a prescindere dal fatto che tu li abbia ancora in portafoglio o meno. Data l’eliminazione della franchigia di 2.000€, l’imposizione fiscale si applica sull’intero importo.

  • Calcolo Imposta: 10.000 € x 26% = 2.600 € 
  1. 2026 – Vendita 

Decidi di vendere una parte dei tuoi ETH in euro perché il loro valore è aumentato. 

  • Quantità venduta: 6 ETH
  • Prezzo di vendita: 3.000 € (valore di 1 ETH al momento della vendita)
  • Incasso totale: 3.000 € x 6 = 18.000 €

La plusvalenza (il tuo guadagno netto) si calcola sottraendo il prezzo di carico unitario dal prezzo di vendita unitario, moltiplicato per i token venduti.

  • Plusvalenza: (3.000 € – 1.000 €) x 6 = 12.000 €
  1. 2027 – Pagamento imposte sulla plusvalenza

Calcolo imposta: 12.000 € x 33% = 3.960 €

Staking e dichiarazione dei redditi: come presentarla correttamente?  

In Italia, chi riceve criptovalute dallo staking deve inserirle nella dichiarazione dei redditi in due parti:

1. Quadro RW o Quadro W

Per dichiarare il possesso di criptovalute, incluse quelle in staking. Serve anche per calcolare l’imposta di bollo dello 0,2% sul totale delle criptovalute possedute al 31 dicembre.

2. Quadro RT o Quadro T

Per dichiarare le eventuali plusvalenze se le hai vendute a un prezzo più alto di quando le hai ricevute.

Cosa fa Young Platform per aiutarti

Se fai staking su Young Platform, non devi preoccuparti di calcoli complessi. Hai a disposizione:

Report Fiscale

Un documento precompilato con:

  • il valore delle ricompense ricevute
  • eventuali vendite e plusvalenze
  • l’imposta di bollo dovuta.

Pagamento automatico del bollo

Young Platform calcola e versa per te l’imposta di bollo dello 0,2% anche sulle ricompense da staking.

Consulenze fiscali

Puoi prenotare un appuntamento con un commercialista esperto in criptovalute, direttamente dall’app o dalla sezione “Tasse & Report”.

In sintesi

Lo staking è un buon modo per far fruttare le proprie criptovalute, ma bisogna essere in regola con il fisco.
Con gli strumenti giusti – come il Report Fiscale di Young Platform – puoi gestire tutto con facilità, evitare errori e affrontare la dichiarazione dei redditi con serenità.

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