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AI sell-off: Nvidia non è più l’azienda a maggiore capitalizzazione del mondo. Qual è la situazione?

GA
Giuseppe Avolio

5 min

NVIDIA

Il settore tech e dei chip sta affrontando un forte sell-off: Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata al mondo. Cosa succede?

I mercati globali stanno attraversando una fase di forte turbolenza, con il settore tecnologico e, in particolare, i produttori di chip al centro di un’intensa ondata di vendite. I timori legati ai pesanti investimenti nell’Intelligenza Artificiale, uniti all’avanzamento della concorrenza asiatica e all’incertezza sui tassi di interesse, stanno provocando una fuga generalizzata dai titoli legati al settore.

AI sell-off: il KOSPI perde il 10%, Nvidia il 5%

Negli ultimi giorni, le azioni legate alle società produttrici di semiconduttori stanno attraversando una fase di flessione netta. L’indice sudcoreano KOSPI, ad esempio, ha perso circa un terzo del suo valore rispetto ai massimi segnati verso la metà di giugno.

L’indice KOSPI, infatti, si caratterizza per essere fortemente sbilanciato sul comparto tech e, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, ha subito un tracollo di quasi il 10%: le autorità, per scongiurare scenari catastrofici, sono state costrette ad attivare il “circuit breaker“, un meccanismo finalizzato a frenare il panic selling. Le principali responsabilità di tale performance sono da attribuire ai colossi come Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno registrato perdite di circa il 12%.

Quali sono le cause di questo nervosismo? In una frase, i crescenti dubbi del mercato sono legati alla domanda: chi si farà carico dei costi stratosferici riconducibili al boom dell’AI?

A ciò, si aggiunge la “minaccia” di una concorrenza cinese sempre più aggressiva, che potrebbe rendere vani gli investimenti in Capex (Capital Expenditure) delle società americane, ma anche il discorso relativo alla politica monetaria degli Stati Uniti

Infatti, data la situazione attuale, in cui il prezzo dell’energia agisce come un fattore inflazionistico per nulla trascurabile, il taglio dei tassi di interesse da parte del FOMC (Federal Open Market Committee) è un’opzione molto improbabile, per usare un eufemismo. 

In questo clima, Nvidia, l’azienda che più di tutte rappresenta il settore dell’AI, nella seduta del 27 luglio ha perso il 5%. A innescare le vendite, la diffusione di indiscrezioni su un suo potenziale investimento da 250 miliardi di dollari per un maxi-progetto di data center targato OpenAI.

Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata

Nvidia ha perso lo status di azienda più capitalizzata al mondo, cedendo il gradino più alto del podio ad Apple: alla chiusura dei mercati di lunedì, Apple ha raggiunto una capitalizzazione di 4,95 trillion di dollari, superando i 4,76 trillion di Nvidia

Gli investitori starebbero premiando la strategia di Apple, ritenuta più oculata: l’azienda di Cupertino ha sempre preferito affittare capacità computazionale per l’AI anziché sostenere gli ingenti costi necessari per costruire infrastrutture e data center propri.

Open Secure AI Alliance: cos’è, chi partecipa e a cosa serve?

Mentre i mercati azionari tremano, le aziende AI si muovono: Nvidia ha annunciato la nascita dell’Open Secure AI Alliance, una coalizione che riunisce giganti della tecnologia, cybersecurity e ricerca, tra cui Adobe, CrowdStrike, Dell Technologies, Microsoft e Hugging Face.

Lo scopo dell’alleanza è sviluppare, difendere e condividere strumenti open source per garantire la sicurezza informatica e contrastare le minacce guidate dall’AI. Concettualmente, l’Open Secure AI Alliance è per l’intelligenza artificiale ciò che il Bitcoin Security Consortium è per Bitcoin, con una differenza fondamentale: se il secondo ha una funzione preventiva, finalizzata ad anticipare le future potenziali minacce rappresentate dal quantum computing, la prima nasce in risposta a un recente incidente di sicurezza già avvenuto.

È il caso dell’hacking di Hugging Face, una piattaforma di riferimento per l’intelligenza artificiale, causato proprio da un agente autonomo di OpenAI, riuscito a sfuggire al controllo

E il mercato crypto?

Data la nota correlazione tra gli asset digitali e il settore tech, ci saremmo potuti aspettare un mercato crypto meno resistente ad eventi di questa portata. Bitcoin ed Ethereum, invece, sembrerebbero mostrare forza

Dall’inizio della settimana (lunedì 27 luglio) al momento in cui scriviamo (28 luglio, ore 11:35), BTC ed ETH stanno cedendo, rispettivamente, il 2,9% e il 3,7% mentre la Total Market Cap ha visto l’uscita di “soli” 63 miliardi di dollari, equivalente a un -2,8%.

Come accennato più volte, tendenzialmente la correlazione tra BTC e i titoli azionari è più marcata quando lo stress di mercato scaturisce da eventi di natura più macroeconomica, come l’andamento dei tassi d’interesse. 

Tuttavia, quando la pressione riguarda prettamente i dubbi sugli utili o sulle spese aziendali nel solo mercato azionario, Bitcoin tende a disaccoppiarsi. È importante sottolineare che non si tratta – ovviamente – di una legge ma di un pattern osservato più volte che, per definizione, è soggetto a invalidazione.

Il sell-off nell’AI continuerà o è una correzione momentanea?

Questa ondata di vendite segna l’inizio di una fuga dal settore dell’AI o, al contrario, si tratta semplicemente di una correzione, cioè una presa di profitto, dopo un bull market che dura da mesi? 

Detta in un altro modo: gli investimenti messi in campo per l’AI riusciranno a tradursi in ritorni economici e profitti reali per le Big Tech, oppure stiamo andando incontro a un drastico ridimensionamento delle stime di crescita? 

Con i giganti della tecnologia prossimi a pubblicare le loro trimestrali e le imminenti decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, le prossime giornate saranno fondamentali per cercare di avere un quadro più chiaro: siamo al capolinea di un rally incredibile o semplicemente ci troviamo di fronte a un’inversione temporanea?

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