
Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?
Nella giornata di venerdì 3 aprile, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione
La rilevazione del 3 aprile è la quarta del 2026, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 178.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 60.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,3%, un valore più basso dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni.
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Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando la Federal Reserve ha rilasciato i FOMC Minutes di marzo: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense sta monitorando attentamente tanto la situazione occupazionale quanto la stabilità dei prezzi e, con lo scoppio della Guerra in Iran e le relative pressioni inflazionistiche, è auspicabile che almeno il primo di questi due indicatori resti positivo.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che sta guidando i mercati dall’inizio del 2026 è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora aumentano le probabilità che il FOMC possa alzare i tassi di interesse nel corso di quest’anno – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026.
Le previsioni sul FOMC di aprile
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 99,5%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – vede una probabilità pari allo 0%: esatto, il restante 0,5% si riferisce al rialzo.
Ma manca ancora un bel po’ al prossimo meeting e deve ancora uscire il Consumer Price Index di marzo, il primo dallo scoppio del conflitto in territorio iraniano che ha portato il prezzo del petrolio oltre i 110$/barile: queste percentuali cambieranno?
Come hanno reagito i mercati?
Al momento della scrittura, ovvero martedì 7 aprile pre-apertura Borse, è difficile descrivere l’impatto di questa coppia di dati sui mercati finanziari, per un motivo fondamentale: dall’inizio delle ostilità tra la fazione isrealo-statunitense e quella iraniana, i mercati stanno attenzionando con grande interesse gli sviluppi della guerra e, soprattutto, le dichiarazioni del Presidente Donald Trump. Il resto, come direbbe qualcuno, è noia.
I recenti movimenti al rialzo, infatti, sembrano essere collegati agli avvenimenti del weekend di Pasqua: apparentemente, si inizia a parlare di piani di pace e di cessate-il-fuoco, per quanto Trump continui a minacciare la Repubblica islamica coi suoi ultimatum.
In ogni caso, da giovedì 2 aprile (venerdi 3 le Borse erano chiuse per il Good Friday), il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4%, l’S&P500 l’1,5% e il Nasdaq 100 il 2,4%. Anche i futures, a tre ore circa dall’apertura dei mercati, viaggiano in territorio positivo.
Il mercato crypto, per ora, sta reagendo abbastanza bene: rispetto al giorno precedente alla pubblicazione dei dati sul lavoro, Bitcoin sta guadagnando il 3,4% e viaggia in zona 69.100$; anche Ethereum va in territorio positivo e recupera il 3,8%: attualmente si trova sui 2,130$. Solana segue e sale dell’1,7% a quota 80,3$ – ma SOL sta anche scontando le vendite legate al recente hack su Drift Protocol. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che si attesta a 2,34 trillion di dollari (+2,7% dal 3 aprile).
Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, cede lo 0,1% mentre l’oro resta invariato, a quota 4.670$.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare centinaia miliardi di capitale in poche ore.
In ogni caso, noi saremo qui ad aggiornarti sulle notizie e sui fatti che muovono i mercati. Iscriviti al nostro canale Telegram – se già sei dentro condividi il link con amici e amiche interessati – e a Young Platform per non perderti ciò che conta!



