
Occupazione negli Stati Uniti, sono usciti i dati: Non Farm Payroll e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?
Nella giornata di venerdì 9 gennaio, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione
La rilevazione del 9 gennaio è la prima dell’anno nuovo appena iniziato, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 50.000 unità, un dato inferiore rispetto alle aspettative che stimavano 60.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,4%, un valore più basso dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni.
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Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno quattro mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi. Effettivamente, è stato così fino all’ultima riunione di politica monetaria.
In ogni caso, quanto comunicato oggi dal BLS in merito alla situazione lavorativa negli USA ha dipinto un quadro non positivo, ma comunque stabile se paragonato al mese di novembre: il tasso di disoccupazione resta alto, ai livelli del 2021.
Le previsioni sul FOMC di dicembre
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 97,2%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 2,8%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione.
Come hanno reagito i mercati?
Al momento della scrittura, ovvero a borse appene aperte, i principali indici di Wall Street si stanno muovendo poco: il Dow Jones è stabile, mentre l’S&P500 e il Nasdaq 100 stanno guadagnando lo 0,2% circa.
Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione debole: a un’ora dalla pubblicazione dei dati, Bitcoin sta perdendo lo 0,7% e viaggia in zona 90.000$; anche Ethereum va in territorio negativo e cede lo 0,9%: attualmente si trova sui 3.070$. Solana segue e fa peggio di ETH scendendo dell’1,2% a quota 137$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che resta sopra la soglia dei 3 trillion, precisamente a 3,04T.
Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, sale dello 0,1% mentre l’oro cresce dello 0,4%, continuando sui 4.500$.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore.
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