
Occupazione negli Stati Uniti, sono usciti i dati: Non Farm Payroll e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?
Nella giornata di martedì 16 dicembre, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payroll (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione
La rilevazione del 16 dicembre è la seconda dalla fine ufficiale dello shutdown, che ha impedito parzialmente la raccolta dei dati per ottobre, e si riferisce al mese di novembre. Ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 64.000 unità, un dato di superiore rispetto alle aspettative che stimavano 50.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione sale al 4,6%, sopra dello 0,2% rispetto alle previsioni e alle misurazioni precedenti.
Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che, come abbiamo ricordato, lo shutdown ha causato un po’ di confusione operativa.
In ottica tassi di interesse, il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno tre mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi. Effettivamente, è stato così fino all’ultima riunione di politica monetaria.
In ogni caso, quanto comunicato oggi dal BLS in merito alla situazione lavorativa negli USA ha dipinto un quadro in peggioramento: il tasso di disoccupazione continua a salire mese dopo mese e ha raggiunto il livello più alto dal 2022.
Le previsioni sul FOMC di dicembre
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 75,6%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 24,4%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione.
Come hanno reagito i mercati?
Al momento della scrittura, i principali indici di Wall Street sembrano non aver gradito: Dow Jones e S&P500 stanno perdendo, rispettivamente, lo 0,5% e lo 0.35%. Discorso diverso per il Nasdaq 100 che, attualmente, resta invariato (-0,03%).
Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione particolare: Bitcoin sta guadagnando l’1,5% e viaggia in zona 87.700$, mentre Ethereum va in territorio negativo e cede lo 0,4%: attualmente si trova sui 2,950$. Solana segue BTC e fa meglio di ETH salendo dello 0,3% e fermandosi sui 128$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che resta sotto la soglia dei 3 trillion, precisamente a 2,95T.
Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, perde lo 0,2% rispetto a ieri, giornata in cui aveva messo a segno un -0,15%, mentre l’oro resta praticamente immobile (0,02%), continuando sui 4.300$.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore.
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