
Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?
Nella giornata di mercoledì 11 gennaio, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?
I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione
La rilevazione dell’11 febbraio è la seconda dell’anno nuovo appena iniziato, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 130.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 70.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,3%, un valore più basso dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni.
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Le implicazioni
Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi.
Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno quattro mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi.
Tuttavia, come avvenuto in occasione dell’ultimo FOMC, gli analisti ritengono che i membri del Board of Governors, prima di tornare a un approccio più dovish, vogliano attendere per valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025 – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026.
Le previsioni sul FOMC di marzo
Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il “No Change” al 94,1%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 5,9%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione.
Come hanno reagito i mercati?
Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione negativa: rispetto al giorno precedente alla pubblicazione dei dati sul lavoro, Bitcoin sta perdendo il 3,7% e viaggia in zona 66.300$; anche Ethereum va in territorio negativo e cede il 4,8%: attualmente si trova sui 1.920$. Solana segue e fa come ETH scendendo del 4,3% a quota 79,4$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che si attesta a 2,24 trillion di dollari.
Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, sale dello 0,14% mentre l’oro cresce dello 0,5%, continuando sui 5.050$.
What’s next?
Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore.
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