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Polkadot Decoded: il riassunto del primo giorno dell’evento sul Web3

EC
Elisa Campaci

6 min

Polkadot Decoded: cosa è successo all’evento sul Web3

Dalla prima giornata di Polkadot Decoded, la conferenza annuale dedicata al network di Gavin Wood, le ultime novità dalle parachain per il Web3!

La terza edizione di Polkadot Decoded si sta svolgendo in questi giorni (29-30 Giugno 2022) in 4 location sparse nel mondo: Berlino, Buenos Aires, Hangzhou e New York. L’evento è dedicato alla presentazione e alla scoperta degli ecosistemi di Polkadot e di Kusama con interventi di tutti coloro che stanno costruendo su questo network. Le conferenze e i temi sono stati votati dalla community, in pieno spirito di decentralizzazione! Durante la prima giornata hanno calcato il palco alcune delle parachain di Polkadot e Kusama (ovvero l’ecosistema Dotsama, per usare il nome affettuoso inventato dalla community) per affrontare un argomento di comune interesse: la decentralizzazione di internet. Ecco cos’è successo a Polkadot Decoded, l’evento sul Web3!

Come funziona Polkadot? 

Prima di entrare nel vivo di Polkadot Decoded e ripercorrere cosa è successo durante l’evento sul Web3, rivediamo come funziona Polkadot e come è strutturato il suo network. Polkadot, considerata una delle blockchain più interoperabili del panorama crypto, è un network composto da un insieme di diverse blockchain. Lo scopo di Polkadot è rendere scalabile la tecnologia blockchain fornendo una vasta serie di chain ognuna specifica per un’applicazione. Il network di Polkadot è altamente scalabile proprio perché le sue chain finalizzano contemporaneamente e parallelamente le transazioni. Ci sono due tipologie di blockchain: la relay chain e le parachain. La prima è il cuore di Polkadot, fornisce sicurezza e coordina l’intera struttura del network. Le parachain invece sono le chain con specifiche applicazioni, connesse alla relay chain e personalizzabili. In questo sistema DOT, la criptovaluta nativa di Polkadot, serve a pagare le fee, a partecipare alla governance e a connettere le parachain alla relay chain secondo il meccanismo del bonding. Per diventare una parachain di Polkadot, i vari progetti partecipano a delle aste. L’espansione e lo sviluppo di Polkadot dipende sempre di più dalla ricchezza e dall’innovazione delle sue parachain. Kusama invece è il cosiddetto canary network di Polkadot ovvero una chain di test e sperimentazione. 

Acala, l’hub defi di Polkadot

Vincitrice della prima asta per le Polkadot parachain, Acala è online dal 18 Dicembre 2021. Fin dalla sua ideazione il network di Acala è stato concepito come un “dapp store della finanza decentralizzata”, dopo qualche mese di attività i suoi progetti mantengono fede a questa specializzazione. Acala è una parachain pensata per la DeFi, su di essa sono state sviluppate una stablecoin, dapp e servizi per il liquid staking. Acala USD (aUSD) è la stablecoin nativa di Polkadot ancorata al dollaro, decentralizzata, e sostenuta da criptovalute come DOT e KSM. aUSD è il prodotto di punta di Acala e vuole diventare la stablecoin di riferimento per la DeFi nell’ecosistema Polkadot e Kusama. Dan Reecer, del team di Acala, durante il suo intervento a Polkadot Decoded ha spiegato come in futuro il ruolo di Acala sarà la porta d’accesso al Web3 e alla DeFi per le masse e le aziende. Per fare questo le dapp su Acala dovranno rispondere a necessità e problemi del mondo off-chain, il network stesso proporrà servizi decentralizzati e ibridi per le aziende e le istituzioni che vogliono passare dal Web2 alla sua evoluzione. Quindi servizi pensati per rispondere anche a esigenze di KYC e AML. Tra i progetti interessanti e in via di sviluppo citati da Reecer ci sono Pike, Alluvial e Project Venkman. 

Pike è una piattaforma per prestiti, yield farming e servizi finanziari per i token di Polkadot-Kusama, Alluvial invece fornisce servizi di liquid staking per aziende e istituzioni, mentre Project Venkman permetterà di realizzare programmi fedeltà su blockchain, convertendo i punti in token ERC-20. Project Venkman di recente ha collaborato con l’attore Bill Murray per produrre 1.000 NFT da collezione bastati sulla sua carriera. 

Astar: dare una scossa al Web3

Nel main stage di Polkadot Decoded a Berlino, ha parlato anche Hoon Kim, CTO di Astar, un’altra delle parachain che ha vinto la prima asta insieme ad Acala. Kim ha iniziato il suo discorso partendo dall’assunto che l’intero Web3 oggi è stagnante e non sta crescendo per almeno 6 motivi:

  1. il tribalismo per cui ogni team crede che la propria blockchain sarà quella definitiva, capace di rendere obsolete le altre;
  2. Le persone stanno alla larga dalle tecnologie della blockchain perché sono percepite come troppo difficili o incomprensibili;
  3. Tutti lavorano alle stesse cose, non ci sono idee originali e fresche;
  4. I progetti del Web3 si basano su business model spesso inefficaci, come i token sale e le ICO che, secondo Kim, sono funzionali solo nella fase di lancio di un progetto ma non garantiscono un incentivo costante;
  5. Poca interoperabilità e comunicazione;
  6. Mancanza di standard di sicurezza

Astar cerca di portare soluzioni a queste difficoltà del Web3, nello specifico per gli aspetti dell’interoperabilità e delle modalità di incentivo per i progetti su blockchain. Astar a questo proposito propone uno staking di dapp in cui gli utenti possono bloccare i loro token sulle loro applicazioni decentralizzate preferite e far guadagnare dei token agli sviluppatori. Il meccanismo è simile a quello della nomina via staking dei validatori nel Nominated Proof-of-Stake. In questo modo sono le persone a valutare i progetti migliori, favorendo la crescita di dapp utili. Secondo Kim infatti l’utilità non viene ancora considerata un parametro per misurare il successo. Nel Web3 girano troppi progetti che sono la fotocopia di qualcosa che esiste già e non soddisfano un bisogno reale. Con lo staking di dapp i progetti più apprezzati possono essere premiati economicamente e continuare il loro lavoro sostenuti dalla community. 

Web3 e gaming su Ajuna Network

Ajuna è una piattaforma per il gaming decentralizzato sviluppata su Polkadot e Kusama. Come spiegato da Nicholas Douzinas, CBO e Co-Founder, il focus di Ajuna è sull’ascolto attivo dei giocatori. Se si vogliono costruire dei videogiochi nel Web3 non si può tralasciare il potenziale della community che non è composta da consumatori passivi (come succede nella maggior parte dei videogiochi tradizionali) ma da co-creator. Ajuna, ascoltando la voce degli utenti, si è resa conto che il coinvolgimento è dato da un’user experience curata e dal gameplay. Il gioco di punta in arrivo su Ajuna è Dotmog, ambientato nell’universo dei Mogwais, un’antica specie aliena.

Momentum: un Metaverso pratico per i lavoratori

Con la sua fondatrice Chrisel Sieling, a Polkadot Decoded è stato presentato anche Momentum, un Metaverso su Dotsama attivo dal 24 Maggio 2022. Per Sieling il Metaverso deve avere uno scopo, servire a qualcosa: “the metaverse is bullshit if you are not solving a problem”. Quello che fa insieme al tema di Momentum è creare uno spazio digitale in cui poter lavorare in gruppo in maniera semplice e intuitiva. 

Quello che manca ai Metaversi “di gioco” come Decentraland o The Sandbox è la possibilità di lavorare insieme a distanza, Momentum offre funzionalità da ufficio come videochiamate, chat e condivisione di schermi. Sieling ha spiegato che i Metaversi sono esplosi insieme e dopo alla pandemia di Covid-19, per rispondere all’esigenza di incontrarsi e collaborare in 3D da casa propria, ma non tutti hanno risposto effettivamente a questa seconda esigenza. Momentum è perfetto, invece, per ospitare hackathon e programmi formativi.

Polkadot Decoded continua anche domani, resta sul blog di Young Platform per scoprire gli aggiornamenti e le novità dall’evento sul Web3 di Polkadot e Kusama!

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