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Tasse Crypto

Tasse crypto: la guida semplice e completa per la dichiarazione dei redditi 2025

JN
Jacqueline Nieder

12 min

dichiarazione dei redditi criptovalute 2023

Scopri le nuove regole fiscali e come dichiarare correttamente le plusvalenze da criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025.

Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le nuove circolari dell’Agenzia delle Entrate (15 marzo 2024), il regime fiscale delle criptovalute è stato aggiornato per allinearsi alle normative europee MiCA. Questo significa cambiamenti importanti per chi investe in crypto.

Aggiornato il 20 marzo 2025

Le principali novità sulle tasse crypto 2025

Ecco cosa cambia rispetto alla dichiarazione dei redditi 2024:

  • Tassazione totale delle plusvalenze crypto, indipendentemente dall’importo.
  • Eliminazione della soglia dei 2.000 euro, che fino al 2023 esentava i piccoli investitori.
  • Tassazione anche sugli scambi tra crypto e stablecoin come Tether (USDT) e USD Coin (USDC), oltre che valute fiat (euro, dollaro).  

Queste modifiche avvicinano la fiscalità delle criptovalute a quella degli strumenti finanziari tradizionali, rendendo fondamentale sapere come calcolare le tasse crypto e quali operazioni sono soggette a tassazione.

Cosa troverai in questa guida?

  • Come calcolare plusvalenze e minusvalenze
  • Quali operazioni sono tassabili e quali no
  • Le regole fiscali per gli scambi tra crypto, fiat e stablecoin
  • Come compilare correttamente la dichiarazione dei redditi 2025 per le criptovalute

Tasse crypto: imposta di bollo e tassazione sulle plusvalenze

Se possiedi criptovalute, devi considerare due tipi di tasse crypto nella dichiarazione dei redditi 2025:

  1. Imposta di bollo sulle cripto-attività in tuo possesso
  2. Tassazione sui guadagni da vendita di criptovalute (plusvalenze)

Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Imposta di bollo sulle cripto-attività 

Che cos’è?

L’imposta di bollo si applica sul valore totale delle criptovalute che possiedi al 31 dicembre di ogni anno, indipendentemente dal fatto che tu le abbia vendute o meno. È una tassa patrimoniale obbligatoria per chiunque detenga crypto-attività.

Come si calcola?

Si prende il valore complessivo del portafoglio crypto al 31 dicembre.

Su questo valore si applica un’aliquota dello 0,2%.

Esempio pratico

Se al 31 dicembre il valore del portafoglio crypto è di 10.000 euro, l’imposta di bollo da pagare sarà: 10.000 € × 0,2% = 20 €

Tassazione sui guadagni derivanti dalla vendita delle criptovalute

Che cos’è?

Questa imposta si applica solo se vendi criptovalute con un guadagno rispetto al prezzo di acquisto.

Come si calcola?

Si prende la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto (plusvalenza).

Su questo guadagno si applica un’aliquota del 26%.

Esempio pratico

Acquisto 1 Bitcoin a 60.000 euro.

Vendita dello stesso Bitcoin a 100.000 euro.

Plusvalenza = 100.000 – 60.000 = 40.000 euro.

Imposta dovuta = 40.000 × 26% = 10.400 euro.

Come ridurre questa tassa
Se Bitcoin fosse stato venduto a un prezzo inferiore rispetto all’acquisto, ad esempio 50.000 euro, si sarebbe generata una minusvalenza: 50.000 – 60.000 = -10.000 euro.

In questo caso, non si deve alcuna imposta, ma la minusvalenza di 10.000 euro potrà essere utilizzata per compensare eventuali futuri guadagni nei successivi 5 anni, riducendo il carico fiscale su plusvalenze successive.

riepilogo imposte sulle criptovalute

In sintesi

  • Possedere criptovalute comporta il pagamento dell’imposta di bollo (0,2%).
  • Vendere criptovalute con un guadagno comporta la tassazione del 26% sulla plusvalenza.
  • Vendere in perdita permette di compensare la minusvalenza su guadagni futuri.

Quali operazioni crypto sono tassate?

Non tutte le operazioni con criptovalute comportano un obbligo fiscale immediato. La normativa italiana distingue tra:

  • Operazioni fiscalmente rilevanti, che generano tasse sulle plusvalenze.
  • Operazioni non tassabili, che non hanno impatto fiscale immediato.

Vediamo nel dettaglio quali transazioni rientrano in ciascuna categoria.

Operazioni fiscalmente rilevanti 

Su queste operazioni viene applicato il 26% di tasse: 

  • Vendita di criptovalute in cambio di euro o altre valute fiat (es. USD, GBP).
  • Conversione di criptovalute in stablecoin (es. USDT, USDC), trattate fiscalmente come strumenti finanziari simili alla valuta fiat.
  • Utilizzo di criptovalute per acquistare beni o servizi, se il valore della crypto al momento del pagamento è maggiore del prezzo di acquisto originario.

Esempio pratico
Compri Bitcoin a 30.000€.
Lo vendi per 40.000€ in euro → Tassabile (26% sulla plusvalenza di 10.000€).
Scambi Bitcoin per USDT → Tassabile (26% sulla plusvalenza di 10.000 in USDT).

operazioni fiscalmente rilevanti dichiarazione dei redditi 2025

Eventi NON fiscalmente rilevanti

Le seguenti transazioni non comportano un’imposizione fiscale immediata:

  • Scambi tra criptovalute (es. BitcoinEthereum), purché tra asset con caratteristiche e funzioni simili. Quindi escludendo scambi crypto-NFT o crypto-stablecoin.
  • Scambi tra euro e stablecoin (es. TetherUSD Coin), considerati equivalenti.
  • Trasferimenti di criptovalute tra wallet personali o tra exchange, senza vendita o conversione in fiat.

Esempio pratico
Scambi Bitcoin per Ethereum →  Non tassabile.
Se poi vendi Ethereum per euro con guadagno, allora pagherai il 26% sulla plusvalenza.

In sintesi

  • Se converti crypto in euro o stablecoin, paghi le tasse sulle plusvalenze.
  • Se scambi tra criptovalute simili (es. BTC > ETH) non paghi tasse. 

Sapere quali operazioni sono tassabili ti aiuta a gestire meglio la tua strategia fiscale e a prepararti alla dichiarazione dei redditi 2025.

operazioni non fiscalmente rilevanti dichiarazione dei redditi 2025

Come funzionano i depositi di criptovalute e il prezzo di carico

I depositi di criptovalute, ovvero il trasferimento di asset da un wallet a un altro wallet, ad esempio da Metamask a un exchange come Young Platform, non generano tasse sulle plusvalenze. Tuttavia, questi depositi devono essere dichiarati nel Quadro RW (Modello Redditi) o nel Quadro W (730) per il monitoraggio fiscale.

Attenzione al prezzo di carico
Quando depositi crypto su un exchange, il sistema registra il valore di acquisto come zero, a meno che tu non fornisca la documentazione del prezzo originale di acquisto e lo inserisca manualmente sulla piattaforma. Questo può avere conseguenze fiscali molto importanti. Vediamo perché.

Perché il prezzo di carico è fondamentale?

Se il prezzo di acquisto non viene dichiarato, il fisco considera l’intero importo della vendita come plusvalenza tassabile. Vediamo un esempio pratico.

Esempio 1: Deposito senza prezzo di carico

  • Depositi 0,5 Bitcoin acquistati in passato, ma senza indicare il prezzo di acquisto.
  • Successivamente, vendi questi 0,5 BTC a 100.000€.
  • Il fisco considera l’intero importo come plusvalenza → 100.000 × 26% = 26.000€ di tasse.

Esempio 2: Deposito con prezzo di carico documentato

  • Depositi 0,5 Bitcoin e dichiari che li hai acquistati a 60.000€.
  • Quando vendi a 100.000€, la plusvalenza tassabile sarà: 100.000 – 60.000 = 40.000€.
  • Tassa dovuta: 40.000 × 26% = 10.400€.

Morale: Se non dichiari il prezzo di acquisto, pagherai molte più tasse del dovuto. Per questo è fondamentale registrare e documentare il prezzo di carico dei depositi.

Se utilizzi piattaforme come Young Platform, puoi caricare la cronologia delle transazioni dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale dettagliato e ottimizzare la dichiarazione dei redditi 2025.

Casi particolari: Staking, Airdrop e Mining

Le criptovalute possono generare guadagni attraverso diverse modalità, come staking, airdrop, e mining. Queste ricompense vengono tassate sia al momento dell’accredito sul tuo wallet, sia al momento della vendita, se questa genera un guadagno:

  • Imposta del 26% al momento dell’accredito, calcolata sul valore di mercato della criptovaluta ricevuta.
  • Ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza, in caso di vendita a un prezzo superiore al valore di accredito.

Vediamo ora in cosa consistono queste tipologie di plusvalenze:

  • Ricompense da staking: si ottengono bloccando criptovalute per supportare il funzionamento della blockchain. 
  • Guadagni da airdrop: le criptovalute distribuite gratuitamente da progetti blockchain o exchange.
  • Mining di criptovalute: i proventi derivanti dalla validazione delle transazioni su blockchain sono imponibili. Per il mining professionale, gestito da aziende specializzate, la tassazione segue le regole fiscali previste per le imprese.

In tutti i casi, è fondamentale monitorare il valore delle criptovalute al momento dell’accredito per calcolare correttamente la plusvalenza tassabile.

Come dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025

Se hai già dichiarato i tuoi investimenti, è importante sapere cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2025 rispetto alla dichiarazione dei redditi 2024. Per dichiarare correttamente le proprie crypto, è necessario compilare sezioni specifiche, che variano a seconda del regime fiscale del contribuente.

Dichiarazione per Partite IVA: Quadro RW e Quadro RT nel Modello Redditi

I titolari di Partita IVA devono compilare il Modello Redditi (ex Modello Unico), inserendo le informazioni relative alle criptovalute in questi quadri:

  • Quadro RW: per dichiarare il possesso di criptovalute e calcolare l’imposta di bollo del 0,2% sul valore totale detenuto al 31 dicembre.
  • Quadro RT: per dichiarare le plusvalenze realizzate e calcolare l’imposta del 26% sui guadagni da vendite di criptovalute.

Esempio per una Partita IVA

Quadro RW

  • Valore crypto al 31 dicembre 2024 → 20.000€.
  • Imposta di bollo (0,2%) → 20.000 × 0,2% = 40€.

Quadro RT

  • Guadagno dalla vendita di Bitcoin → 10.000€.
  • Tassa sulle plusvalenze (26%) → 10.000 × 26% = 2.600€.

Dichiarazione per lavoratori dipendenti: Quadro W e Quadro T del Modello 730

I lavoratori dipendenti e i pensionati che utilizzano il Modello 730 devono dichiarare le criptovalute nei seguenti quadri:

  • Quadro W: equivalente  al Quadro RW del Modello Redditi. Qui si indica il valore totale delle criptovalute detenute al 31 dicembre, su cui viene applicata l’imposta di bollo dello 0,2%.
  • Quadro T: introdotto quest’anno, è dedicato alla dichiarazione delle plusvalenze da criptovalute e funziona come il Quadro RT del Modello Redditi.

Esempio per un lavoratore dipendente

Quadro W

  • Valore crypto al 31 dicembre 2024 → 30.000€.
  • Imposta di bollo (0,2%) → 30.000 × 0,2% = 60€.

Quadro T

  • Guadagno dalla vendita di Bitcoin → 5.000€.
  • Tassa sulle plusvalenze (26%) → 5.000 × 26% = 1.300€.

Dichiarare correttamente le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025 è essenziale per evitare problemi fiscali e ottimizzare il pagamento delle tasse crypto.

modello per dichiarazione dei redditi crypto

Quali documenti servono per la dichiarazione dei redditi 2025?

Per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi 2025 e calcolare le tasse crypto, è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione necessaria.

Se hai già presentato la dichiarazione dei redditi 2024, ti consigliamo di conservare quei dati per eventuali verifiche e aggiornare i nuovi calcoli per il 2025.

Vediamo quali sono i documenti indispensabili.

1. Estratti conto degli exchange e wallet personali

Devi avere un riepilogo dettagliato di tutte le criptovalute detenute e delle operazioni effettuate. I documenti da conservare includono:

  • Saldo delle criptovalute al 31 dicembre → Serve per compilare il Quadro RW (Modello Redditi) o il Quadro W (730).
  • Storico delle transazioni → Con date, importi e controvalori, per calcolare plusvalenze e minusvalenze.
  • Accrediti da staking, airdrop e cashback → Serve il prezzo della criptovaluta alla data di accredito sul tuo portafoglio perché se dovessi venderle in futuro, dovrai dichiarare il prezzo di carico.  

Dove trovare questi dati?
I principali exchange, come Young Platform, permettono di scaricare un report fiscale con tutti i dati richiesti. Se utilizzi wallet non custodial (es. MetaMask, Ledger, Trezor), devi estrarre manualmente il saldo e la cronologia delle operazioni.  

Suggerimento
Se utilizzi Young Platform, puoi caricare la cronologia delle operazioni dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale completo con tutte le transazioni crypto dal 2016 a oggi.

Ricevuta di pagamento dell’imposta di bollo
Se utilizzi exchange come Young Platform, il calcolo e il pagamento dell’imposta di bollo vengono effettuati automaticamente dalla piattaforma. Questo significa che non dovrai preoccuparti di versare l’importo manualmente, ma solo di:

  • Compilare il Quadro RW (Modello Redditi) o Quadro W (730).
  • Allegare la ricevuta di pagamento, scaricabile direttamente dal tuo account.

In questo modo, la dichiarazione delle tasse crypto sarà più semplice e veloce.

2. Storico degli acquisti e vendite di criptovalute

Per calcolare correttamente le plusvalenze crypto, è essenziale registrare:

  • Data e prezzo di acquisto di ogni criptovaluta.
  • Data e prezzo di vendita.
  • Commissioni applicate dall’exchange.

Se utilizzi il metodo LIFO (Last In, First Out), devi tenere un registro aggiornato per identificare quale frazione del portafoglio è stata venduta e a quale prezzo di carico.

Dove trovare questi dati?
Gli exchange come Young Platform offrono report fiscali completi con Quadro RW e RT già precompilati, utili per la dichiarazione.

3. Documentazione per staking, mining, airdrop e ricompense

Se hai ricevuto criptovalute tramite:

  • Staking
  • Mining
  • Airdrop
  • Funzionalità Earn 
  • Cashback o referral program

Questi importi devono essere dichiarati come redditi da capitale o plusvalenze. È quindi necessario tenere traccia e conservare data e valore di mercato delle criptovalute ricevute.

4. Storico delle conversioni in stablecoin e valute fiat

Con la nuova normativa, gli scambi tra criptovalute e stablecoin (es. USDT, USDC) sono fiscalmente rilevanti.

Cosa conservare?

  • Elenco completo delle conversioni crypto → stablecoin effettuate.
  • Prezzo al momento della conversione.

Suggerimento
Se utilizzi Young Platform, puoi caricare la cronologia delle operazioni verso stablecoin dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale completo con tutte le transazioni crypto dal 2016 a oggi.

5. Report di eventuali trasferimenti tra wallet personali e exchange

Anche se i trasferimenti interni tra i tuoi wallet personali o tra diversi exchange non sono tassabili, è utile tenerne traccia per dimostrare che non si tratta di vendite o scambi soggetti a tassazione qualora ci fosse un controllo dell’Agenzia delle Entrate.

  • Registra tutti i movimenti tra i tuoi wallet.
  • Conserva gli ID delle transazioni per eventuali verifiche.
documenti essenziali per la dichiarazione dei redditi

In sintesi

Per dichiarare correttamente le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025, devi raccogliere questi documenti:

  • Estratti conto degli exchange e wallet per monitorare saldo e transazioni.
  • Storico acquisti e vendite per calcolare le plusvalenze.
  • Report di staking, mining e airdrop per dichiarare eventuali accrediti.
  • Registro delle conversioni in stablecoin, ora fiscalmente rilevanti.
  • Storico trasferimenti tra wallet, per dimostrare che non si tratta di operazioni tassabili.

Se utilizzi Young Platform, puoi scaricare un report fiscale unico con tutti questi dati che semplifica la dichiarazione e ti aiuta a rispettare la normativa. Organizzarsi in anticipo ti permetterà di compilare la dichiarazione dei redditi in modo corretto e ottimizzare le tasse crypto.

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