
JPMorgan ora ha tre prodotti tokenizzati attivi sulla chain di Ethereum: un deposit token in dollari e due money market fund. Vediamo insieme di cosa si tratta.
Il 19 ottobre, JPM Coin (ticker JPMD) è approdato ufficialmente su Ethereum: è il terzo prodotto tokenizzato lanciato dalla banca. JPMorgan, infatti, aveva già portato su Ethereum due fondi tokenizzati, MONY e JLTXX. In questo articolo vedremo brevemente come si sta articolando il rapporto tra la banca più grande degli Stati Uniti e la regina delle altcoin.
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Cos’è Ethereum (ETH)?
Ethereum, per i pochissimi che ancora non conoscessero l’argomento, è una blockchain nata nel 2015 che permette di creare smart contract e applicazioni decentralizzate. È il Layer 1 più utilizzato per la finanza decentralizzata e per la tokenizzazione di asset reali (RWA). ETH è il token nativo della rete, usato anche per pagare le commissioni (gas) – vuoi approfondire la storia di Ethereum? Qui trovi ciò che cerchi: La nascita di Ethereum.
Ma perché una banca come JPMorgan, il cui CEO Jamie Dimon in passato aveva paragonato Bitcoin ai bulbi di tulipano (citando la Bolla dei Tulipani, una bolla speculativa sui prezzi dei bulbi dei fiori scoppiata nell’economia olandese del Seicento), sta portando i suoi prodotti proprio su Ethereum? Cominciamo dalla news più recente.
JPMorgan x Ethereum, parte 1: JPM Coin
Partiamo con l’ultima novità in ordine cronologico, annunciata il 19 ottobre da Kinexys, la divisione blockchain di JPMorgan: JPM Coin, con ticker JPMD, è ora disponibile sulla mainnet di Ethereum per i clienti istituzionali della banca.
Ma cos’è JPMD? JPM Coin è un deposit token, cioè la rappresentazione digitale di un deposito in dollari presso JPMorgan. In pratica, ogni token corrisponde a un dollaro custodito in un conto della banca e i fondi che lo garantiscono non escono mai dall’infrastruttura regolamentata di JPMorgan. Proprio per questo la banca tiene a precisare che JPMD non è una stablecoin, la quale, invece, viene garantita da un collaterale detenuto dalla società emittente. Per fare un esempio, nel caso di EURC, stablecoin (EMT) ancorata 1:1 all’euro, è Circle a garantire che per ogni EURC esista un euro “fermo nelle casse” dell’azienda.
Il token JPM Coin non è una novità assoluta: dal 12 novembre 2025 era già attivo su Base, dopo una fase di test partita a giugno dello stesso anno.
Il motivo alla base del “salto” su Ethereum è scritto a chiare lettere nel comunicato diffuso da JPMorgan: “Le grandi istituzioni che operano attivamente sia nei crypto-asset sia nelle transazioni digitali di asset reali (RWA) cercano sempre più soluzioni di liquidità nativamente onchain, offerte da istituzioni finanziarie autorevoli e affidabili, che siano interoperabili con i prodotti basati su depositi che già utilizzano”. In questo senso, “la profondità consolidata della liquidità onchain e degli asset tokenizzati su Ethereum la rende la blockchain pubblica più naturale per il prossimo passo di JPM Coin”.
JPMorgan x Ethereum, parte 2: MONY
Facciamo un passo indietro, torniamo al 15 dicembre 2025: JPMorgan Asset Management, il ramo di gestione patrimoniale della banca, lanciava il My OnChain Net Yield Fund, abbreviato con MONY, il suo primo fondo monetario tokenizzato, costruito anch’esso direttamente su Ethereum.
Per dare contesto: un money market fund (fondo del mercato monetario) detiene strumenti a breve termine e a basso rischio. MONY di JPMorgan ha portato questo prodotto onchain: chi investe riceve dei token che rappresentano le quote del fondo, li conserva nel proprio wallet e matura un rendimento giornaliero.
JPMorgan ha investito 100 milioni di dollari proprio per avviare il My OnChain Net Yield Fund. Naturalmente, proprio come JPMD, MONY non è un prodotto per tutti: si accede tramite Morgan Money, la piattaforma di investimento della banca, ed è riservato a investitori qualificati: privati con almeno 5 milioni di dollari investiti o istituzioni con almeno 25 milioni. L’investimento minimo è di un milione di dollari.
JPMorgan x Ethereum, parte 3: JLTXX
Il secondo fondo è arrivato il 13 maggio 2026: si chiama JPMorgan OnChain Liquidity-Token Money Market Fund, ticker JLTXX. Anche in questo caso parliamo di un money market fund tokenizzato su Ethereum, ma con un obiettivo preciso: le stablecoin.
JLTXX è un fondo monetario governativo registrato negli Stati Uniti che investe in titoli del Tesoro USA (con scadenza fino a 93 giorni) e cash. JLTXX si distingue da MONY soprattutto perché è stato progettato per rispettare i requisiti del GENIUS Act, la legge americana firmata a luglio 2025, che obbliga gli emittenti a garantire ogni stablecoin emessa 1:1 con dollari o asset a basso rischio.
In pratica, un emittente di stablecoin può tenere parte delle proprie riserve in JLTXX: un asset conforme alla legge, che genera rendimento e vive direttamente onchain. Sta già succedendo: JLTXX è entrato tra le riserve di USDGO, la stablecoin emessa da Anchorage Digital Bank.
Tre prodotti, una sola rete?
Per ora, JPMD, MONY e JLTXX restano prodotti separati. L’annuncio di ottobre, infatti, non prevede, ad esempio, la possibilità di usare JPMD per sottoscrivere quote dei due fondi. Ma averli tutti sulla stessa rete apre la strada a un sistema in cui pagamenti e investimenti avvengono interamente onchain su Ethereum.
Update del 23 ottobre
Il 23 ottobre, momento in cui stiamo scrivendo, è uscita una news molto interessante sempre su questo tema: “JPMorgan Asset Management ha esteso a Solana due fondi monetari tokenizzati basati su Ethereum, MONY e JLTXX” – The Block.
Cosa ci riserva il futuro?
ETH è lontano dall’ATH di 4.946$ registrato il 24 agosto 2025: ora si trova intorno ai 2.450$, circa il 50% in meno. Tuttavia, come abbiamo appena visto, la finanza tradizionale continua a scegliere Ethereum (e Solana) e una delle banche più importanti al mondo ci ha appena portato il suo deposit token.
Tra l’altro, va detto che JPMorgan non è l’unica: colossi finanziari come BlackRock, Fidelity e Franklin Templeton hanno già trasferito prodotti simili onchain, molti dei quali proprio su Ethereum.
Se, invece, ci concentriamo sulla tokenizzazione in sé, oltre a Ethereum e Solana è il caso di tenere d’occhio anche Aave e Avalanche. Per approfondire i due protocolli:
- Aave spiegato semplice: come le stablecoin (EMT) possono generare reward.
- Avalanche (AVAX) si muove: gli ultimi sviluppi.

