Che cos’è Aave (AAVE)
AAVE è il token del protocollo Aave, il più grande sistema di prestiti della finanza decentralizzata. Il meccanismo è quello del lending e del borrowing: chi ha cripto-attività le deposita in un pool comune, chi ne ha bisogno le prende in prestito lasciando una garanzia. Tutto avviene tramite smart contract, quindi senza una banca o un intermediario in mezzo.
Il protocollo vive su Ethereum e su una decina di altre reti, fra cui Arbitrum, Avalanche, Base e Polygon. Il token AAVE serve a votare le decisioni della comunità e a mettere in sicurezza il sistema, come vedremo più avanti.
Su Young Platform è possibile acquistare e vendere la cripto-attività AAVE in modalità spot. Le funzioni di prestito e di fornitura di liquidità descritte in questa pagina appartengono al protocollo Aave, sono gestite da terzi e non rientrano nei servizi prestati da Young Platform.
Chi sviluppa Aave e chi lo governa
Il progetto nasce nel 2017 a Londra come ETHLend, una piattaforma di prestiti fra privati fondata da Stani Kulechov. Nel 2018 cambia nome in Aave e nel gennaio 2020 lancia la prima versione del protocollo su Ethereum. Nello stesso anno il vecchio token LEND viene convertito in AAVE, con un’offerta massima fissata a 16 milioni di unità.
Oggi lo sviluppo è portato avanti da Aave Labs, la società di Kulechov, mentre le decisioni passano dalla Aave DAO, cioè dall’insieme dei possessori del token. Ogni modifica importante (un nuovo mercato, un parametro di rischio, un budget) viene proposta, discussa e votata on-chain. Nel dicembre 2025 la SEC statunitense ha chiuso senza provvedimenti un’indagine sul protocollo durata quattro anni.
Come funziona il protocollo
Chi deposita una cripto-attività su Aave la mette a disposizione di un pool di liquidità e riceve in cambio un interesse pagato da chi prende in prestito. Chi prende in prestito deve prima bloccare una garanzia (il collaterale) di valore superiore alla somma richiesta: è la cosiddetta sovra-collateralizzazione, e serve a proteggere chi ha depositato. I tassi si muovono da soli in base a quanto del pool è già in uso.
Se il valore della garanzia scende troppo, la posizione viene liquidata: un terzo ripaga parte del debito e ottiene in cambio la garanzia con uno sconto. Questo meccanismo tiene in piedi il sistema senza bisogno di un gestore che controlli le posizioni. Una funzione storica di Aave sono poi i flash loan, prestiti senza garanzia che vanno richiesti e restituiti dentro la stessa transazione.
Aave è da anni fra i primi protocolli DeFi per valore totale bloccato. Resta un’attività che comporta rischi: quello di smart contract, quello di liquidazione della garanzia e quello legato ai ponti fra reti diverse. E non offre rendimenti garantiti.
Come si è evoluto il protocollo, dalla V1 alla V4
Le tappe principali si leggono nel registro ufficiale delle versioni. La V2 arriva a dicembre 2020 e la V3 nel marzo 2022, con la modalità di isolamento per gli asset più rischiosi e i tetti ai depositi. Nel luglio 2023 Aave lancia GHO, la sua stablecoin decentralizzata, garantita dai depositi sul protocollo.
Il 2025 è l’anno della gestione del rischio. A giugno entra in funzione Umbrella, il nuovo modulo di sicurezza che copre eventuali debiti insoluti con i depositi messi in staking. Ad agosto apre Horizon, un mercato su Ethereum dove utenti istituzionali prendono in prestito stablecoin portando in garanzia titoli di Stato tokenizzati e altre attività del mondo reale.
Il passaggio più grande è del 30 marzo 2026, con Aave V4 sulla rete principale di Ethereum. Cambia l’architettura: al posto di tanti pool separati c’è un hub che raccoglie la liquidità e una serie di spoke, cioè mercati dedicati a categorie di asset diverse, che vi si collegano. Al lancio erano attivi 3 hub e 11 spoke. Il vantaggio è che un problema su uno spoke resta confinato lì, senza toccare tutta la liquidità. Il 25 giugno 2026 è arrivato un hub dedicato a USDG, la stablecoin di Paxos, e il 15 luglio 2026 la V4 è uscita anche su Avalanche, primo lancio fuori da Ethereum.
Cosa è successo ad aprile 2026
Il 18 aprile 2026 un attaccante ha sfruttato una falla nel bridge di Kelp DAO, il protocollo che emette il token di liquid restaking rsETH. Ha creato dal nulla 116.500 rsETH senza copertura, per un valore di circa 292 milioni di dollari, e ne ha depositati quasi 90.000 su Aave V3 come garanzia, prendendo in prestito ETH per circa 185 milioni di dollari fra Ethereum e Arbitrum.
La notizia ha provocato una corsa ai prelievi: in due giorni sono usciti dal protocollo diversi miliardi di dollari di depositi e le riserve di ETH su più reti sono arrivate al 100% di utilizzo. Aave ha congelato rsETH su tutti i mercati e poi anche i prelievi di ETH su sei reti. Il rapporto ufficiale stimava un debito insoluto fra 124 e 230 milioni di dollari, a seconda di come si fosse distribuita la perdita.
La soluzione è arrivata da una coalizione chiamata DeFi United, che ha messo insieme circa 300 milioni di dollari fra Aave DAO (25.000 ETH), Lido, EtherFi, Ethena, Mantle, Compound e altri, più i fondi bloccati dal Security Council di Arbitrum. Il 17 maggio Aave ha ripristinato i parametri di prestito su ETH e il 26 maggio 2026 la copertura di rsETH è tornata completa. Secondo Aave Labs, chi aveva depositato sul protocollo non ha perso fondi. L’episodio spiega perché la V4 isola la liquidità per categoria di asset: un collaterale compromesso non può più contagiare tutto il pool.
A cosa serve il token AAVE
Il token ha due funzioni. La prima è la governance: chi detiene AAVE, o la sua versione in staking, vota le proposte della DAO oppure delega il proprio voto. La seconda è la sicurezza: AAVE può essere messo in staking nel modulo Umbrella, dove fa da riserva di ultima istanza in caso di insolvenza del protocollo. In cambio si ricevono ricompense, ma con il rischio che una parte dei token venga usata per coprire un debito.
Dal 2025 la DAO destina inoltre una quota dei ricavi del protocollo all’acquisto di AAVE sul mercato: il programma, approvato ad agosto 2024 con un budget annuo di 50 milioni di dollari, è partito nell’aprile 2025 e i token acquistati finiscono nella riserva dell’ecosistema, usata per ricompense e contributi. Nel 2026 la comunità ha rivisto il budget e reso il meccanismo automatico. Si tratta di una scelta di governance che la DAO può cambiare in qualsiasi momento.
Cosa valutare prima di acquistare AAVE
Oltre alla volatilità comune a tutte le cripto-attività, ci sono tre elementi specifici. Il primo è tecnico: la V4 è un’architettura nuova e quindi meno collaudata di quella che sostituisce, e gli audit riducono il rischio di smart contract senza azzerarlo. Il secondo è sistemico: aprile 2026 ha mostrato che un problema nato altrove, su un bridge di terzi, può arrivare fino ad Aave. Il terzo riguarda la direzione: l’apertura ai mercati istituzionali e alle attività del mondo reale porta dentro un protocollo decentralizzato controparti e vincoli regolamentari che prima non c’erano.
Se vuoi trasferire AAVE verso un portafoglio esterno, verifica sempre in app la rete di destinazione supportata: un invio sulla blockchain sbagliata può causare la perdita definitiva dei fondi.
In sintesi
Aave è il protocollo di prestiti di riferimento della DeFi, attivo dal 2020 e governato dai possessori del token. Nel 2026 ha cambiato architettura con la V4 e ha attraversato la prova più dura della sua storia, l’incidente rsETH, chiusa con il ripristino completo delle coperture. Il token AAVE dà diritto di voto e fa da garanzia di ultima istanza per il sistema. Comprendere come funziona il prestito on-chain, e quali rischi porta con sé, è il modo migliore per decidere se e come inserirlo nel proprio portafoglio di cripto-attività. Per approfondire le reti su cui il protocollo è attivo, trovi le pagine di Ethereum, Arbitrum e Avalanche.
Panoramica mercato Aave
Impara con l’Academy
Dai concetti base del Web3 alla finanza decentralizzata. Trova guide e approfondimenti adatti a ogni livello, per muoverti con sicurezza nel mercato delle criptovalute.
Comprare Aave su Young Platform
Cosa fa Young Platform?
Young Platform è la piattaforma italiana per il mondo delle cripto-attività. Dal 2018, lavoriamo da Torino per rendere l'acquisto e la vendita di cripto-attività un'esperienza chiara e accessibile — sia che tu stia muovendo i primi passi, sia che operi già con regolarità. PIù di 2 milioni di Utenti ci hanno già scelti (dato dell'11 giugno 2026). Nel nostro capitale figurano, tra gli altri, Azimut, United Ventures e Banca Sella. Per il dettaglio della compagine sociale aggiornata, consulta la pagina ufficiale sul sito web.
Scopri le Top movers
Scopri le criptovalute che hanno registrato la maggiore variazione di prezzo nelle ultime 24 ore.