Che cos’è The Graph (GRT)
The Graph è una rete che rende leggibili i dati delle blockchain. Una blockchain registra tutto, ma nell’ordine in cui le cose accadono, non in quello in cui servono: per rispondere a una domanda semplice, come “quanti token ha scambiato questo indirizzo nell’ultimo mese”, un’applicazione dovrebbe leggere milioni di blocchi. The Graph fa quel lavoro una volta per tutti, organizza i dati in indici interrogabili, chiamati subgraph, e li serve alle applicazioni che ne hanno bisogno. Viene spesso descritto come il motore di ricerca delle blockchain.
La rete è attiva dal dicembre 2020 e oggi indicizza decine di blockchain, con le applicazioni della finanza decentralizzata come primi utilizzatori. GRT è la cripto-attività con cui si pagano le interrogazioni e si coordinano i partecipanti. Su Young Platform è possibile acquistare e vendere la cripto-attività GRT in modalità spot.
Chi sviluppa The Graph e chi lo governa
Il progetto nasce nel 2018 a San Francisco da Yaniv Tal, Brandon Ramirez e Jannis Pohlmann, che costruiscono prima un servizio centralizzato e poi, nel 2020, lo trasformano in una rete aperta con il proprio token. Lo sviluppo del protocollo è distribuito fra più team indipendenti, il primo dei quali è Edge & Node, fondato dagli stessi fondatori; la Graph Foundation coordina i finanziamenti e le sovvenzioni. La governance passa dal Graph Council, un consiglio che approva le modifiche al protocollo proposte dalla comunità.
Dal 2023 la rete vive su Arbitrum, la rete di secondo livello di Ethereum: tutti i nuovi subgraph vengono pubblicati lì e lì vengono distribuite le ricompense, perché le commissioni sono molto più basse che sulla rete principale.
Come funziona la rete
The Graph ha quattro ruoli. Gli indexer fanno girare i nodi che indicizzano i dati e rispondono alle interrogazioni: mettono GRT in staking come garanzia e ricevono in cambio le commissioni pagate da chi interroga più una quota di GRT nuovi emessi dal protocollo. I delegator non gestiscono un nodo ma affidano i propri GRT a un indexer e ne condividono i ricavi. I curator segnalano, mettendo GRT su un subgraph, quali indici meritano di essere serviti. Gli sviluppatori scrivono i subgraph e le applicazioni li interrogano pagando in GRT.
Il sistema funziona come un mercato: se un indexer serve dati sbagliati, perde parte dello staking; se serve bene un subgraph richiesto, guadagna di più. Le interrogazioni passano da gateway che smistano le richieste fra gli indexer, in modo che chi costruisce un’applicazione non debba scegliere a mano da chi farsi servire.
Horizon: cosa è cambiato nel 2025 e 2026
Nel dicembre 2025 la rete ha attivato Graph Horizon, la revisione più profonda del protocollo dal lancio. Fino ad allora The Graph faceva una cosa sola, servire subgraph; Horizon lo trasforma in una piattaforma modulare su cui possono girare più servizi dati, ciascuno con le proprie regole di staking e di pagamento, e GRT diventa la garanzia comune a tutti. Il servizio dei subgraph è stato il primo a passare sulla nuova base, nel primo trimestre 2026.
I servizi nuovi, secondo il piano pubblicato per il 2026, sono un’interfaccia per i dati sui token pronta all’uso, i flussi in tempo reale chiamati Substreams e strumenti pensati per gli agenti di intelligenza artificiale, che hanno bisogno di dati verificabili sulle blockchain e li pagano interrogazione per interrogazione. Sono obiettivi dichiarati dal progetto: la parte già attiva è Horizon con i subgraph, il resto arriva per gradi.
A cosa serve il token GRT
GRT è insieme il mezzo di pagamento e la garanzia della rete. Chi interroga paga in GRT; chi indicizza mette GRT in staking e rischia di perderne una parte se serve dati errati; chi delega guadagna una quota delle ricompense dell’indexer scelto, con un periodo di blocco di 28 giorni alla disattivazione. L’offerta iniziale era di 10 miliardi di GRT, e il protocollo ne emette ogni anno circa il 3% in più per pagare le ricompense di indicizzazione: un’inflazione che la comunità può modificare e che è compensata solo in parte dalla quota di commissioni che il protocollo brucia.
Cosa valutare prima di acquistare GRT
Oltre alla volatilità comune a tutte le cripto-attività, ci sono tre elementi specifici. Il primo è la domanda reale: il valore del servizio dipende da quante applicazioni pagano davvero le interrogazioni sulla rete decentralizzata, e per anni gran parte del traffico è passata dal servizio gratuito centralizzato. Il secondo è la concorrenza: fornitori centralizzati di dati blockchain e nuove reti di indicizzazione offrono lo stesso servizio, spesso più semplice da integrare. Il terzo è l’emissione: il 3% annuo di GRT nuovi diluisce chi non partecipa come indexer o delegator. Sul piano del prezzo, GRT ha toccato il massimo storico nel febbraio 2021.
Se vuoi trasferire GRT verso un portafoglio esterno, verifica sempre in app la rete di destinazione supportata: GRT esiste sia su Ethereum sia su Arbitrum, e un invio sulla blockchain sbagliata può causare la perdita definitiva dei fondi.
In sintesi
The Graph è l’infrastruttura che rende interrogabili le blockchain, usata da gran parte delle applicazioni della finanza decentralizzata, e con Horizon nel 2025 si è trasformata in una piattaforma per più servizi dati. Il token GRT paga le interrogazioni e garantisce chi le serve. Capire da dove viene la domanda per questo servizio, e quanto il protocollo emette ogni anno, è il modo migliore per decidere se e come inserire GRT nel proprio portafoglio di cripto-attività. Per la rete su cui The Graph vive trovi la pagina di Arbitrum; per l’altra grande infrastruttura di dati per le blockchain, gli oracoli, quella di Chainlink; per la rete madre, quella di Ethereum.
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