Che cos’è Polygon (POL)
Polygon è una rete costruita attorno a Ethereum per eseguire le stesse operazioni a una frazione del costo. La catena principale, chiamata Polygon PoS, è attiva dal 2020 e funziona con un proprio insieme di validatori che mettono in staking il token della rete; a intervalli regolari registra su Ethereum un riassunto del proprio stato, così da appoggiarsi alla sicurezza della rete madre senza pagarne le commissioni. Per l’utente il risultato sono transazioni che costano meno di un centesimo e si confermano in pochi secondi.
POL è la cripto-attività nativa: paga le commissioni, viene messo in staking dai validatori e serve a votare le proposte di miglioramento della rete. Ha sostituito il vecchio token MATIC con una migrazione partita nel settembre 2024 e ormai conclusa. Negli ultimi due anni il progetto ha concentrato tutto il suo lavoro sui pagamenti in stablecoin, cioè sul far muovere dollari ed euro digitali fra aziende, piattaforme e persone.
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Chi sviluppa Polygon e chi lo governa
Il progetto nasce nel 2017 a Mumbai come Matic Network, fondato da Jaynti Kanani, Sandeep Nailwal e Anurag Arjun, tre sviluppatori che volevano rendere Ethereum utilizzabile per le applicazioni di tutti i giorni. La rete principale parte nel 2020 e nel febbraio 2021 il progetto cambia nome in Polygon, per segnalare che l’ambizione non è più una sola catena ma un insieme di reti collegate.
Oggi lo sviluppo è portato avanti da Polygon Labs, mentre la Polygon Foundation, guidata da Nailwal dal 2025, gestisce il tesoro dell’ecosistema e i finanziamenti agli sviluppatori. Le modifiche al protocollo passano da proposte pubbliche, le PIP, discusse dalla comunità e attivate dai validatori con gli aggiornamenti della rete. Il passaggio da MATIC a POL è stato deciso così: annunciato nel 2023, avviato il 4 settembre 2024 e arrivato al 99% dell’offerta migrata a un anno di distanza.
Come funziona la rete
Polygon PoS è composta da due livelli che lavorano insieme. Il primo produce i blocchi ed esegue le transazioni, con lo stesso linguaggio degli smart contract di Ethereum: un’applicazione scritta per Ethereum gira su Polygon senza modifiche. Il secondo coordina i validatori e invia periodicamente su Ethereum i checkpoint, cioè le prove di quello che è successo sulla rete. Se qualcosa va storto sulla catena, l’ultimo checkpoint su Ethereum resta il punto fermo.
Chi vuole partecipare alla validazione blocca POL in staking e riceve una parte delle ricompense della rete; chi non gestisce un validatore può delegargli i propri token. Le ricompense vengono da un’emissione annua del 2% dell’offerta di POL, divisa a metà fra chi mette in sicurezza la rete e un tesoro comunitario che finanzia gli sviluppatori. È una regola scritta nel disegno del token: POL, a differenza di MATIC, non ha un tetto massimo di unità.
Il 2025: la rete si rifà il motore
Nel 2025 Polygon PoS ha cambiato tre pezzi fondamentali in quattro mesi, tutti documentati sul blog ufficiale. Il 1° luglio 2025 l’aggiornamento Bhilai ha alzato il limite di gas per blocco da 30 a 45 milioni, portando la rete oltre le 1.000 transazioni al secondo e aggiungendo il supporto ai conti intelligenti di Ethereum, quelli che permettono transazioni senza commissioni per l’utente finale. Il 10 luglio 2025 è arrivato Heimdall v2, la riscrittura del livello di coordinamento dei validatori: la finalità di una transazione è scesa da uno-due minuti a circa cinque secondi, ed è stato eliminato il codice ereditato dal 2018.
L’8 ottobre 2025 si è chiuso il ciclo con Rio, il ridisegno della produzione dei blocchi. Un solo produttore per turno, eletto dai validatori, e la verifica stateless, cioè la possibilità di controllare i blocchi senza tenere in memoria tutto lo stato della rete. Il risultato dichiarato è una rete progettata per circa 5.000 transazioni al secondo e senza più riorganizzazioni della catena, il fenomeno per cui un blocco già visto poteva essere sostituito. Tutto questo fa parte di un programma chiamato Gigagas, con un obiettivo dichiarato di 100.000 transazioni al secondo: un traguardo annunciato, non un valore misurato.
Da zkEVM ai pagamenti: dove va Polygon
Per anni Polygon aveva puntato su una seconda rete, Polygon zkEVM, basata sulle prove a conoscenza zero. Il 3 luglio 2026 quella rete è stata spenta: il sequencer non produce più blocchi e chi aveva fondi su un portafoglio personale può recuperarli su Ethereum fino al 31 dicembre 2027. È una scelta di concentrazione: le risorse vanno sulla catena PoS e su AggLayer, il livello che collega fra loro catene diverse permettendo di condividere liquidità, e di cui Katana, lanciata nel 2025, è la prima applicazione.
La direzione è dichiarata apertamente: Polygon vuole essere l’infrastruttura dei pagamenti in stablecoin. Nel 2025 Revolut ha mosso sulla rete 810 milioni di dollari, Stripe ha regolato oltre 75 milioni di pagamenti e i trasferimenti fra privati in stablecoin hanno toccato i 7,1 miliardi nel solo mese di novembre. Il 13 gennaio 2026 Polygon Labs ha annunciato l’acquisizione di Coinme, che porta licenze di trasmissione di denaro in 48 stati americani, e di Sequence, per costruire quello che chiama Open Money Stack. Il 29 aprile 2026 Meta ha scelto Polygon per pagare in USDC i creator delle sue piattaforme, e il 26 agosto 2026 Revolut ha lanciato su Polygon ed Ethereum EURR, una stablecoin in euro conforme al MiCAR.
A cosa serve il token POL
POL ha tre usi dentro la rete. Paga le commissioni di ogni transazione, anche se sono così basse che per l’utente contano poco. Viene messo in staking dai validatori e da chi delega loro i propri token, ed è questo il meccanismo che tiene in sicurezza la catena. E dà il diritto di partecipare alle decisioni sulla rete. Nel disegno originale POL era pensato anche per mettere in sicurezza le altre catene collegate tramite AggLayer, un ruolo che dipende da quanto quel livello crescerà.
Cosa valutare prima di acquistare POL
Oltre alla volatilità comune a tutte le cripto-attività, ci sono tre elementi specifici. Il primo è la concorrenza: Polygon compete con le altre reti di secondo livello di Ethereum, come Arbitrum, Base e Optimism, e la sua scommessa sui pagamenti va giudicata sui volumi che effettivamente passano dalla rete. Il secondo è la discontinuità: lo spegnimento di zkEVM mostra che un prodotto del gruppo può essere chiuso, e chi ci aveva costruito sopra ha dovuto spostarsi. Il terzo è l’emissione: il 2% annuo di POL nuovi diluisce nel tempo chi non partecipa allo staking. Sul piano del prezzo, MATIC ha toccato il massimo storico nel dicembre 2021 e il token, diventato POL, non è più tornato a quei livelli.
Se vuoi trasferire POL verso un portafoglio esterno, verifica sempre in app la rete di destinazione supportata: POL esiste sia su Ethereum sia su Polygon PoS, e un invio sulla blockchain sbagliata può causare la perdita definitiva dei fondi.
In sintesi
Polygon è la rete di secondo livello di Ethereum che ha scelto un mestiere preciso, i pagamenti in stablecoin, e nel 2025 ha ricostruito il proprio motore per farlo: tre aggiornamenti in quattro mesi, finalità a cinque secondi e una capacità progettata di 5.000 transazioni al secondo. Il token POL paga, mette in sicurezza e governa la rete. Capire come funziona una rete di secondo livello, e da cosa dipende il suo valore, è il modo migliore per decidere se e come inserire POL nel proprio portafoglio di cripto-attività. Per confrontarla con la rete madre trovi la pagina di Ethereum; per le altre reti di secondo livello, quelle di Arbitrum e Optimism.
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