
Che cos’è Pyth Network (PYTH)
Pyth Network è un oracolo: un sistema che porta sulle blockchain informazioni che nascono fuori da esse, in questo caso i prezzi di cripto-attività, azioni, valute, materie prime e altri strumenti. Le applicazioni della finanza decentralizzata ne hanno bisogno di continuo, per esempio per sapere quando liquidare un prestito o a che prezzo chiudere un contratto derivato, e non possono leggerli da sole. Pyth li raccoglie direttamente da chi quei prezzi li fa, exchange e società di trading, e li pubblica su oltre cento blockchain.
La rete è attiva dal 2021 su Solana e si è allargata alle altre catene dal 2023. PYTH è la cripto-attività con cui si governa il protocollo e si garantisce la qualità dei dati. Su Young Platform è possibile acquistare e vendere la cripto-attività PYTH in modalità spot.
Chi sviluppa Pyth e chi lo governa
Pyth nasce nel 2021 da un gruppo di società di trading e exchange che accettano di pubblicare i propri prezzi on-chain, con Jump Trading fra i primi promotori. Il software è sviluppato da Douro Labs, mentre la Pyth Data Association, con sede in Svizzera, coordina la rete e i suoi partecipanti. Le decisioni passano dalla Pyth DAO: chi mette PYTH in staking vota su parametri, commissioni e nuovi mercati.
La differenza rispetto agli altri oracoli sta nella fonte. Pyth non aggrega dati presi da siti terzi: i prezzi arrivano da oltre cento publisher di primo livello, che li firmano e ne rispondono. Fra questi ci sono alcune delle maggiori società di trading del mondo e diversi exchange, e nel 2025 si è aggiunta una fonte istituzionale: il 28 agosto 2025 il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha scelto Pyth, insieme a Chainlink, per pubblicare on-chain i dati ufficiali del PIL americano e altri indicatori economici.
Come funziona la rete
Ogni publisher invia in continuazione il proprio prezzo per ciascuno strumento, con un intervallo di confidenza. Pyth li combina in un prezzo aggregato, che pesa le fonti e scarta quelle troppo distanti dalle altre, e lo rende disponibile con la relativa incertezza. Il prezzo viene aggiornato più volte al secondo sulla rete di origine, chiamata Pythnet, e da lì portato sulle altre blockchain.
Il meccanismo di distribuzione è pull, cioè a richiesta: invece di scrivere ogni aggiornamento su tutte le catene, cosa che costerebbe moltissimo, Pyth lo pubblica una volta e lascia che sia l’applicazione a portarlo sulla propria catena nel momento in cui le serve, pagando la commissione di quella sola operazione. È questo che permette di servire più di cento blockchain con la stessa infrastruttura. Nel 2025 il progetto ha aggiunto Pyth Pro, un servizio in abbonamento pensato per le istituzioni finanziarie, con feed configurabili e aggiornamenti fino al millisecondo, che prima si chiamava Lazer.
Il 2025 e 2026: dati pubblici e sblocco dei token
Due fatti hanno segnato gli ultimi dodici mesi. Il primo è l’ingresso nel settore pubblico: con l’accordo di agosto 2025 il governo americano ha iniziato a pubblicare su blockchain, tramite Pyth, i dati trimestrali del PIL degli ultimi cinque anni e altri indicatori, come l’indice dei prezzi al consumo personale. È il primo caso in cui una statistica ufficiale viene distribuita in questo modo, e ha dato a Pyth una visibilità che nessun oracolo aveva avuto.
Il secondo è economico. L’offerta totale di PYTH è di 10 miliardi di unità, distribuite per gradi secondo un calendario fissato al lancio. Il 19 maggio 2026 è scattato lo sblocco più grande, circa 2,13 miliardi di token, che ha portato l’offerta in circolazione da circa 5,75 a quasi 7,9 miliardi. La maggior parte di quei token è destinata alla crescita dell’ecosistema e alle ricompense per i publisher, quindi entra sul mercato per gradi, ma la comunità ne aveva discusso a lungo, con proposte di rinvio poi non approvate.
A cosa serve il token PYTH
PYTH ha due funzioni. La prima è la governance: chi lo mette in staking vota le proposte della DAO. La seconda è la garanzia sulla qualità dei dati, attraverso un meccanismo chiamato Oracle Integrity Staking, attivo dal settembre 2024: i token vengono messi in staking a sostegno di uno o più publisher, e se un publisher pubblica prezzi sbagliati una parte dello staking che lo sostiene viene tagliata. Chi partecipa riceve ricompense dal protocollo, variabili e non garantite, e si assume il rischio del publisher che ha scelto.
Al momento le commissioni pagate dalle applicazioni per aggiornare i prezzi non vanno direttamente ai possessori del token: come le usare è una decisione della DAO, discussa più volte e ancora aperta.
Cosa valutare prima di acquistare PYTH
Oltre alla volatilità comune a tutte le cripto-attività, ci sono tre elementi specifici. Il primo è l’offerta: dopo lo sblocco di maggio 2026 resta ancora circa un quinto dei token da distribuire, con la prossima tranche nel 2027. Il secondo è la concorrenza: Chainlink resta l’oracolo più usato, e altri fornitori più piccoli competono sui prezzi e sulla latenza. Il terzo è il collegamento fra ricavi e token: Pyth è usato da centinaia di applicazioni, ma quanto di quell’uso si traduca in valore per chi detiene PYTH dipende da decisioni della DAO non ancora prese. Sul piano del prezzo, PYTH ha toccato il massimo storico nel marzo 2024.
Se vuoi trasferire PYTH verso un portafoglio esterno, verifica sempre in app la rete di destinazione supportata: PYTH vive sulla rete Solana, e un invio sulla blockchain sbagliata può causare la perdita definitiva dei fondi.
In sintesi
Pyth è l’oracolo che ha portato sulle blockchain i prezzi direttamente da chi li produce, exchange e società di trading, e nel 2025 è diventato il canale con cui il governo americano pubblica le proprie statistiche. Il token PYTH governa la rete e garantisce i dati attraverso lo staking. Capire come un oracolo guadagna, e come quel guadagno arriva o non arriva al token, è il modo migliore per decidere se e come inserire PYTH nel proprio portafoglio di cripto-attività. Per l’oracolo con cui compete trovi la pagina di Chainlink; per la rete su cui è nato, quella di Solana.
Panoramica mercato Pyth Network
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