
Settimana decisiva per i mercati con tre appuntamenti chiave: l’inflazione PCE, le trimestrali di NVIDIA e Kevin Warsh a Jackson Hole.
Quella appena conclusa è stata una delle settimane più intense dell’anno, con ben tre eventi macroeconomici (e non) di fondamentale importanza, che gli investitori monitorano con estrema attenzione. Quali erano le previsioni? Cosa è successo?
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Mercati in posizione di attesa?
L’ultima settimana di agosto è cominciata all’insegna della cautela. I mercati finanziari, tradizionali e non, che sembrano voler attendere e metabolizzare l’esito di questi tre importanti appuntamenti.
Il mercato crypto, dopo alcuni giorni di performance molto positive, lateralizza: Bitcoin continua a oscillare tra i 78.000$ e gli 80.000$, Ethereum rimbalza tra i 2.400$ e i 2.500$ e la Total Crypto Market Cap resta stabile a 2,6 trillion di dollari.
Nota: questo articolo è stato scritto lunedì 24 agosto e aggiornato venerdì 28 agosto. I paragrafi, di conseguenza, sono così strutturati: la prima parte si concentra sulle previsioni, la seconda sugli esiti.
Inflazione: Personal Consumption Expenditures (PCE)
Il primo grande appuntamento arriverà mercoledì 26 agosto, giorno in cui il Bureau of Economic Analysis (BEA) rilascerà i dati relativi all’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, meglio noto come Personal Consumer Expenditure (PCE).
Questo indicatore rappresenta uno tra gli strumenti più monitorati dalla Federal Reserve – insieme al Consumer Price Index (CPI) – per valutare l’effettivo andamento dell’inflazione negli Stati Uniti e guidare le prossime scelte sui tassi d’interesse.
Le previsioni degli analisti indicano che il dato core, al netto delle componenti volatili come energia e cibo, dovrebbe stabilizzarsi al 3,3% YoY, cioè anno su anno, mentre per l’indice generale si prevede una lieve frenata al 3,6% rispetto al precedente 3,7%.
È facile capire perché gli investitori monitorino con estrema attenzione il PCE: un’inflazione superiore alle aspettative potrebbe costringere la Fed ad adottare un atteggiamento più hawkish – restrittivo – in vista della riunione di settembre.
PCE: Aggiornamento al 28/08
I dati effettivi del BEA hanno mostrato un’inflazione PCE mensile (MoM) e annuale (YOY) in rialzo, rispettivamente, dello 0,2% e dello 3,7%. Entrambe le letture superano di uno 0,1% le previsioni. L’inflazione, pertanto, si conferma ostinata: la Federal Reserve, come vedremo a breve, ha ancora molto lavoro da fare.
Trimestrali NVIDIA
Sempre mercoledì 26 agosto, ma subito dopo la chiusura dei mercati americani, tutta l’attenzione si sposterà sui conti dell’azienda che, con i suoi 5,2 trillion di dollari di market cap, rappresenta più di tutte le altre lo stato di salute del comparto dell’intelligenza artificiale: NVIDIA.
Oltre ai ricavi e agli utili degli ultimi tre mesi, gli investitori si concentreranno sulla parte relativa alla spesa in CapEx (Capital Expenditure), definita come “i fondi che le aziende utilizzano per acquistare o mantenere asset fisici come immobili, tecnologia o attrezzature, con l’obiettivo di ampliare la propria capacità operativa o generare benefici economici futuri”. Tanta attenzione anche per ciò che riguarda la domanda futura di microchip e le infrastrutture destinate ai data center.
Le aspettative sono elevate: un risultato eccellente potrebbe non bastare, col rischio di innescare forti vendite sull’intero settore tech. Al contrario, una sorpresa positiva potrebbe riportare euforia sui mercati, con tutte le conseguenze del caso.
Trimestrali NVIDIA: Aggiornamento al 28/08
NVIDIA ha messo a segno – ancora una volta – quello che viene chiamato dagli analisti il “beat-and-raise“, battendo le previsioni sugli utili e migliorando ulteriormente il proprio outlook futuro: da mercoledì 26 al momento in cui scriviamo (28 agosto 2026), il titolo ha guadagnato più del 5%, arrivando anche a +10%.
Tuttavia, sono emersi alcuni elementi che meritano un rapido approfondimento. I crediti commerciali sono saliti del 63% da gennaio a luglio, da 38,5 a 63,1 miliardi di dollari. In altre parole, gli ordini evasi ma non ancora incassati sono più che raddoppiati. Inoltre, le prenotazioni per i componenti sono cresciute del 100% a 279 miliardi di dollari (per garantirsi l’accesso alle memorie), mentre il free cash flow – la liquidità che la società genera e che resta a sua libera disposizione una volta sottratte le uscite per gli investimenti fissi – si attesta a 21,4 miliardi, al di sotto dei 43 miliardi previsti.
Jackson Hole Economic Policy Symposium
Il cerchio si chiuderà tra giovedì 27 e sabato 29 agosto, quando i riflettori si sposteranno nel Wyoming per l’annuale Jackson Hole Economic Policy Symposium organizzato dalla Fed.
Questo storico forum, che riunisce banchieri centrali, ministri, accademici ed economisti di calibro internazionale, è tradizionalmente utilizzato dai vertici della banca centrale statunitense per anticipare svolte decisive o spiegare i propri orientamenti di politica monetaria.
Quest’anno l’evento assume un significato ancora più profondo in quanto segna il debutto ufficiale a Jackson Hole di Kevin Warsh nel ruolo di Presidente della Fed, carica che ha assunto nel maggio del 2026.
L’anno scorso, il discorso dell’ex presidente Jerome Powell ha avuto effetti molto interessanti: Cosa ha detto Jerome Powell a Jackson Hole?
Kevin Warsh a Jackson Hole: aggiornamento al 28/08
L’intervento di Kevin Warsh di venerdì 28 agosto ha segnato una rottura abbastanza netta con la precedente gestione, incarnata dall’ex Presidente Jerome Powell. Warsh, coerentemente con i precedenti FOMC, ha evitato qualsiasi forward guidance – le intenzioni future della Fed – e ha invocato una “Fed più silenziosa e pragmatica nelle sue comunicazioni“, invitando gli investitori a smettere di basare ogni singola operazione sulla retorica della banca centrale.
Sull’inflazione è stato piuttosto netto e deciso, precisando che dati migliori non equivalgono a una migliore situazione strutturale: nonostante le ultime due rilevazioni relative al CPI, infatti, segnalassero un’inflazione in rallentamento rispetto al picco di giugno, l’inflazione negli Stati Uniti resta ben al di sopra del target 2%. In merito, ha aggiunto Warsh, “la Fed ha ancora del lavoro da fare“.
Le parole del Presidente della Fed hanno avuto un effetto immediato sugli strumenti utilizzati per la previsione delle riunioni di politica monetaria della banca centrale USA: per il FedWatch, forse il più accreditato, la probabilità di un rialzo di 25 punti base si attesta al 61,7%, mentre il No Change scende al 38.3%, dal 64.6% del giorno prima.
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Articolo chiuso il 28/08/2026 alle ore 18:57
Fonti: Reuters, Investing, Il Sole 24Ore, FedWatch

